Salute
TARANTO – Al via Ambiente svenduto, molto più di un processo ai veleni dell’Ilva
Quello che inizia oggi in Corte d’Assise a Taranto è molto di più di un processo. Ambiente Svenduto vede alla sbarra 44 persone fisiche e tre società accusate di vari reati in campo ambientale e in tema di sicurezza sul lavoro che hanno causato quello che i magistrati della Procura di Taranto hanno definito e inquadrato penalmente come disastro ambientale. Indagini cominciate nel 2010, culminate con i clamorosi arresti del 26 luglio 2012. Un percorso arrivato fino al 17 maggio 2016 tra false partenze, brusche frenate e ripartenze.
Quello che comincia oggi, dicevamo non è solo un processo. E’ molto di più. E’ qualcosa di più complesso. E’ l’inizio della fine del ciclo economico legato alla siderurgia e all’industria pesante. E’ un città costretta a prendere coscienza di una realtà nota a tutti ma rimossa sotto il peso del ricatto occupazionale: al di la delle portinerie dell’Ilva si lavora, si produce, ma ci si ammala e si muore. E’ un territorio che, finalmente, si chiede se continuare nella stessa direzione o invertire la rotta. E’ un processo che genera dubbi e domande, ancora senza risposte.
Senza risposte perchè il processo che inizia oggi è un processo alla classe economica e politica che ha governato il nostro Paese, la Regione Puglia, la Provincia, il Comune di Taranto. Quella stessa classe politica che con una sfilza di decreti “ad aziendam” ha pensato a salvaguardare la produzione industriale piuttosto che i suoi cittadini. E’ un processo alle coscienze di tutti che non sarà indolore, ma che è assolutamente necessario, anzi salutare per Taranto e per l’Italia. Ambiente svenduto è il processo dei paradossi. Comincerà con gli ultimi due governatori della Puglia tra i protagonisti. L’attuale presidente Michele Emiliano presenzierà alla prima udienza in rappresentanza della Regione che si costituisce parte civile. Il suo predecessore Nichi Vendola figura, invece, tra gli imputati. Ecco cos’è Ambiente svenduto, troppo grande, troppo importante per essere solo un processo.