Skip to main content

Riaprono nove siti archeologici, Taranto riscopre le radici alla vigilia del voto

Pubblicato | da Angelo Di Leo

Il caso vuole che si voti cinque giorni dopo la cermimonia. Ma il sindaco non è candidato, si dirà. Vero, però sarà meglio prepararsi:  assisteremo alla corsa di tanti dei suoi ex assessori ed ex esponenti di maggioranza ad accaparrarsi una prozione di merito.

La città, ad ogni modo, attendeva da mesi la consegna di questi importanti lavori di riqualificazione destinati alla riapertura al pubblico di nove siti archeologici.  Sono stati infatti completati i lavori di restauro, adeguamento impiantistico, valorizzazione di alcune aree e monumenti archeologici della città di Taranto, finanziati nell’ambito dei POIn  “Attrattori Culturali Naturali e Turismo” FERS 2007-2013, che hanno interessato, all’interno del tessuto urbano moderno (la Città nuova)  nove siti di interesse archeologico, ormai pronti per essere restituiti alla fruizione pubblica.

Il Comune di Taranto così esulta ed annuncia la lieta novella. “Nel corso della conferenza stampa, che si svolgerà nell’area nella necropoli di via Marche (presso il Tribunale) alle ore 18 di lunedì 5 giugno, il Soprintendente Archeologia Belle Arti e Paesaggio delle province di Brindisi, Lecce e Taranto, l’arechitetto Maria Piccarreta, e il sindaco di Taranto Ippazio Stefano, presenteranno il percorso archeologico rinnovato e arricchito da supporti multimediali, la cui inaugurazione è prevista per il giorno successivo alle ore 18 a Collepasso”. E così sia. meglio tardi che mai, seppur in piena campagna elettorale.

 

I siti e monumenti archeologici interessati sono

–  Il Parco archeologico di Collepasso, con accesso da Via Rondinelli, ubicato ai margini orientali della città antica, dove sono conservati i consistenti resti del circuito murario del V secolo a.C.

–  Il complesso ipogeo di Via fratelli Mellone, destinato,  fra IV e III secolo a.C., a pratiche cultuali.

–  La tomba “degli Atleti” di via F. Crispi, uno dei monumenti funerari più antichi giunti fino a noi (primi decenni del V secolo a.C.)

–  La necropoli greca di via Marche, che conserva un settore consistente dello spazio funerario, inquadrabile fra VII e III secolo a.C.

–  L’ipogeo funerario a quattro camere utilizzato nei decenni finali del IV secolo a.C. (traversa via Polibio)

–  L’ipogeo funerario con klinai (letti funebri) dipinte di Via Pio XII (fine IV- inizi III secolo a.C.)

–  L’ipogeo con porte lapidee di via Umbria 132 (III secolo a.C.)

–  Le tombe  a camera “gemine” di via Sardegna (fine IV – inizi III secolo a.C.)

–  La tomba a semicamera dipinta con nicchie di Via Alto Adige (III-II secolo a.C.)