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Taranto, bimba di 7 anni muore di leucemia. Lettera-appello a Mattarella

Pubblicato | da Redazione

“Ambra aveva sette anni e ancora qualche regalo da aprire prima di lasciare qui il suo corpo privo di respiro. Era figlia di disoccupati. Era figlia di Taranto, la città che ogni maledetto giorno, da cinquanta anni a questa parte, piange la scomparsa di cittadini, senza distinzione di sesso, età e ceto sociale, per interessi di pochi supportati dalla devastante applicazione della politica da parte di uomini e donne che dovrebbero chinare il capo davanti all’ennesimo, ingiustificabile lutto che ha colpito un’intera comunità”.

Sono queste le prime righe della lettera che i “Genitori tarantini” hanno inviato al presidente Mattarella, al presidente del Consiglio, ai presidenti di Camera e Senato, al governatore Emiliano ed al sindaco di Taranto. La bimba ha combattuto per oltre due anni contro la leucemia, poi è morta. I “Genitori tarantini”, noti per le loro campagne shock contro i danni devastanti dell’inquinamento, si rivolgono alle massime cariche dello Stato per denunciare la situazione di Taranto.

“Dovreste essere voi – scrivono –  a chinare il capo, oppressi da quel senso di vergogna che martella il cervello senza tregua. Voi che, tornando a casa, accarezzate i vostri figli e i vostri nipoti immaginando di lavorare per il loro futuro. Voi che, pur di non decidere, decidete che un’industria altamente inquinante debba essere venduta. Voi che, pur di venderla, stendete tappeti rossi cosparsi di petali di immunità penale ai piedi dei nuovi acquirenti, ancora più violenti e menefreghisti dei precedenti. Voi che dopo il danno elargite beffe a piene mani, disinteressandovi totalmente alla salute di cittadini dello Stato italiano. Voi che, per non pagare, pagate il prossimo acquirente con l’accettazione di piani di esubero assolutamente inaccettabili, mortificando ancora di più un popolo che soffre per una già altissima ed insostenibile percentuale di disoccupazione. Voi che con la vostra presunzione continuate a ferire un territorio talmente bello da togliere il fiato, negando uno sviluppo compatibile. Ambra aveva sette anni e ancora tanti regali da aprire”.