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Rassegna estiva 2016, i commercianti di Taranto esasperati dal vuoto municipale

Pubblicato | da Angelo Di Leo

Come dar torto ai commercianti di Taranto? La rassegna estiva allestita dal Comune – rassegna non si capisce di cosa, senza un filo conduttore, senza una logica turistica e spalmata sul territorio senza nè capo nè coda –  riassume lo spessore politico di questa Amministrazione comunale: fare pur di fare, fare pur di dire di aver fatto, spiegare tutto con la carenza di fondi, guardare ai tarantini come ad un popolo di assetati per i quali anche una goccia d’acqua diventa uno Spritz.

I commercianti attaccano e spiegano il loro attacco. La rassegna parla da sola. Il commento degli esercenti è tutto da leggere.

Il documento dei commercianti tarantini

“Da anni ormai le strade e le piazze delle città si colorano di luci, suoni e spettacoli perché le amministrazioni hanno capito che rappresentano un formidabile mezzo di attrazione turistica. Taranto purtroppo fa eccezione. La mancata programmazione degli Open Days e dell’Isola che Vogliamo ha creato un buco.

Qualche giorno fa il Comune di Taranto ha presentato  un cartellone di   musica, teatro e laboratori creativi spalmati tra agosto e metà settembre. “Eventi di spessore culturale – li definisce   l’assessore al ramo,  Mino Ianne – malgrado – sarebbe la giustificazione-  la esiguità delle risorse a disposizione dell’Amministrazione”.

Si tratta, come è noto, di un cartellone estivo messo su con le proposte avanzate da gruppi e associazioni artistiche locali  in risposta ad un bando del Comune del maggio scorso (ma perché attendere maggio? ),   ove l’Ente locale  si  limita ad offrire alcuni servizi (Siae, suolo pubblico e service).

Un’attività di coordinamento – quella del Comune-  che evidentemente ha richiesto lunghi tempi di selezione  delle proposte, tant’è che Taranto potrà partire con la sua programmazione  solo nel pieno della stagione estiva (perdendo così  giugno e luglio),  praticamente in contemporanea  con le mille sagre e feste di piazza organizzate dalle  associazioni, pro loco degli altri  comuni  della provincia.

Considerato che il cartellone di Taranto, anche se  di ‘qualità’ – come lo definisce l’assessore Ianne-,  è comunque  espressione di gruppi locali e  non presenta nomi di particolare richiamo nazionale, e che non è supportato da una campagna di comunicazione, è chiaro che non potrà contribuire ad  intercettare flussi turistici, seppure dal territorio provinciale. D’altra parte la stessa  scelta del nome della rassegna tarantina ‘Aspettando il Fusco’ ,  poco accattivante e molto local,  traguarda alla prossima – ma,  quando sarà mai la volta buona?- apertura del cine-teatro tarantino, struttura sconosciuta da chi  è di fuori Taranto. Nome su cui verrebbe  naturale, per le tante analogie, pensare che sarebbe andato meglio optare per  un ‘Aspettando Godot’ !

Perché il giudizio critico di Confcommercio riguardo alle attività di animazione estiva del Comune di Taranto?  Le politiche culturali possono/devono assolvere ad una funzione che è anche quella di stimolare  la crescita sociale ed economica del territorio, e di incentivare lo sviluppo delle attività del turismo. Se viene meno questa funzione, questo ponte   tra cultura e turismo, si perde ovviamente una importante opportunità  economica . Il fatto è che sembra  davvero difficile trovare un punto di sintesi  tra i tempi lunghi della Pubblica amministrazione e i tempi brevi delle imprese,  gli obiettivi da perseguire purtroppo sembrano non essere gli stessi. L’Amministrazione locale da tempo ormai prosegue per suo conto, non ascolta le associazioni di categoria, non tiene conto dei bisogni delle imprese, non rendendosi conto che il mancato confronto porta a scelte sbagliate se non addirittura dannose per il tessuto economico del territorio e di conseguenza per la città stessa che appare sempre più desolata e poco attrattiva.

Qualche esempio: a maggio scorso  il presidente della delegazione territoriale Italia-Montegranaro, Giuseppe Spadafino, presenta un progetto per l’installazione di fioriere sui pali della pubblica illuminazione  ed in data 1 giugno, facendo seguito ad un precedente incontro,    scrive al Comune  per formalizzare il progetto. Ad oggi,  non vi è stata alcuna  risposta. Sempre tra maggio e giugno, il presidente della  delegazione Borgo, Salvatore Cafiero, chiede a più riprese un incontro finalizzato a programmare iniziative di animazione estiva. Anche in questo caso nessun cenno di riscontro.

Intanto, in queste ore  si apprende dalla stampa che vi sarebbe all’orizzonte un nuovo mini rimpasto, con relativo cambio  di assessori. Il confronto con questa Amministrazione così distante dai problemi delle imprese e dalle aspettative del territorio, è chiaro che è  sempre più difficile se non addirittura inesistente”