Skip to main content

Lisippo, artisti senza fissa dimora. Il documento dei prof: Istituzioni ignoranti!

Pubblicato | da Angelo Di Leo

Per dirla tutta , non si chiama nemmeno Lisippo. La riforma Gelmini ne ha sancito l’annessione al Calò di Grottaglie. Un caso più unico che raro di centrale in paese e succursale del capoluogo. ‘Il Calò era l’Istituto d’arte di Grottaglie – ci ricorda una prof –  poi con la riforma Gelmini sono tutti diventati licei. Quindi, il Lisippo è stato accorpato al Calò  che, avendo un maggiore numero di alunni. E’ adesso succursale e ne ha dovuto prendere il nome”. Dunque, il Calò di Grotttaglie a Taranto non ha una sede degna di questo nome. Ma continuiamo a chiamarlo Lisippo per comodità narrativa. I ragazzi, del resto, parlano di Lisippo. E l’identità, carte ministeriali a parte, almeno tra i giovani trova ancora un senso compiuto: tracce quotidiane. La loro protesta sta colorando le piazze e le pagine dei social. Pensavano di poter varcare la soglia dei Salesiani, sede prescelta dalla Provincia dopo decenni di parcheggio negli appartamenti di uno stabile di piazza Lucania e l’ultima sosta (tuttora in corso) nei locali di via Lago di Moleno. Ma non ci sono i fondi per il trasferimento, non ci sono gli incroci burocratici giusti, non ci sono i tempi. Non c’è nulla di nulla, in questa ennesima triste storia politica tarantina, che possa dare rima con la parola scuola. ‘Con il Decreto n. 16 del 18/02/2015, il Presidente della Provincia di Taranto, Martino Tamburrano, autorizzava l’assunzione in fitto di una parte del complesso immobiliare, avente già destinazione scolastica, dell’Istituto Salesiani, sito in viale Virgilio, n. 97, ad uso della sede di Taranto del Liceo Artistico “V. Calò”. Comincia così l’analisi e la protesta nera su bianco dei docenti del liceo artistico. “Di seguito, con la nota prot. 10075/P del 16/02/2015, l’allora Dirigente dell’11° Settore Demanio e Patrimonio, dava corso all’iter per l’assunzione in fitto presso la nuova sede, e, con la riunione del 28/08/2015, presieduta dal Consigliere Pietro Bitetti, si decideva di avviare la procedura di trasloco del suddetto Liceo presso la nuova sede. A tutt’oggi, la sede di Taranto del Liceo Artistico “V. Calò” risulta, invece, ancora ubicata in Via Lago di Molveno, assolutamente inidonea a svolgere attività scolastiche, sia sotto il profilo della sicurezza, dato che gli spazi sono insufficienti a contenere il numero degli alunni iscritti, sia perché fatiscente, sia perché le aule non consentono l’espletamento delle discipline artistiche d’indirizzo. Tra rimpalli di responsabilità, vuoti annunci, dannosi ancor più perché fatti sulla “pelle” degli studenti, il trasferimento è stato rimandato in uno stillicidio che ha illuso e logorato allievi, docenti, Dirigente, personale ATA. I docenti si chiedono, a questo punto, quali siano le vere motivazioni alla base del mancato trasferimento, a fronte di un decreto che ne deliberava l’esecuzione e si chiedono chi risarcirà gli studenti che vedono leso il loro diritto allo studio, le rispettive famiglie, i docenti stessi e il Dirigente scolastico che vede, inesorabilmente, danneggiata l’immagine della scuola”. Docenti indignados, dunque. Comune i loro ragazzi. “Pertanto, il corpo docente, preso atto della denuncia del Dirigente alle autorità preposte, del 15/01/2016, nonostante le manifestazioni pubbliche degli studenti, rende nota tutta la propria indignazione nei confronti dell’incapacità, dell’inettitudine, dell’inadeguatezza, dell’ignoranza e dell’ottusità delle istituzioni preposte alla risoluzione del problema”. Infine, un monito che sfiora l’anatema. “Se il Liceo Artistico di Taranto cesserà di esistere, sarà l’ennesima sconfitta di una città incapace di guardare al proprio futuro e di riscattarsi dal degrado, in cui da tempo versa, attraverso l’unica strada possibile: l’Arte, l’Istruzione, la Cultura, che non devono e non possono essere mercificate!”.