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Il ricordo rende liberi, le iniziative del Giorno della Memoria

Pubblicato | da Redazione

Giorno della Memoria, le iniziative tarantine:

Nella scuola, il Giorno della Memoria, con il quale si ricorda l’abbattimento dei cancelli di Auschwitz (27 gennaio 1945) e la liberazione di migliaia di ebrei, rappresenta un momento importante nella formazione delle coscienze, una tappa fondamentale che, lungi dal ricadere in vuote forme ritualistiche, si pone come strumento di conoscenza, capacità di lettura del passato e del presente, orientamento critico per progettare il futuro.
In questi ultimi quindici anni il liceo “Archita”si è fatto promotore di numerosi eventi rivolti agli studenti e all’intera comunità cittadina: conferenze, incontri con i sopravvissuti, testimonianze, momenti comuni di narrazione e riflessione, presentazioni di libri, proiezioni filmiche, viaggi nei luoghi della Memoria (dalla Casa Rossa di Alberobello ad Auschwitz), in ottemperanza a quanto previsto dalla Legge n. 211 del 20 luglio 2000.
Per il Giorno della Memoria 2016 il Liceo “Archita” ha in calendario due importanti iniziative, fra loro diverse ma complementari.
In particolare:
Martedì 26 gennaio, ore 10, nel Salone degli Specchi di Palazzo di Città (piazza Castello), conferenza multimediale sulla questione ebraica. I “Quaderni neri” di Martin Heidegger e la loro macchinazione strumentale. Relatore il prof. Francesco Alfieri, docente di Fenomenologia della Religione presso la Pontificia Universitas Lateranensis (Città del Vaticano), studioso di Hannah Arendt e Edith Stein, autore, insieme al prof. Friedrich-Wilhem von Herrmann, di una monografia sugli SchwarzeHefte di Heidegger che uscirà proprio il 27 gennaio.
Insolito parrebbe voler dedicare il Giorno della Memoria ad un filosofo tedesco, certo tra i più grandi del ‘900, ma non estraneo ad accuse di antisemitismo. Il prof. Alfieri, che ha studiato di persona i “Quaderni neri” con rigoroso metodo filologico, farà chiarezza sul problema, illustrando come una interpretazione dissimulatrice dei manoscritti di Heidegger abbia generato una lettura falsata di quei testi, finalizzata a strumentalizzare la questione ebraica e a suscitare scalpore nell’opinione pubblica internazionale. In modo particolare, il volume 97 dei “Quaderni”, che contiene giudizi critici di Heidegger sul nazionalsocialismo e su Hitler, cambierà la prospettiva di lettura dell’intera opera.
Previsti, nel corso della mattinata, anche intermezzi musicali e un reading, a cura di alcuni studenti del Classico, di testi tratti da La banalità del male e Le origini del totalitarismo di Hannah Arendt, filosofa tedesca, ebrea, allieva di Heidegger.
L’evento, organizzato dal Liceo “Archita” con il Patrocinio del Comune di Taranto-Assessorato alla Cultura, rientra nelle iniziative promosse per il “Mese della Memoria” dalla Regione Puglia e dai Presìdi del Libro. Saranno infatti presenti il dott. Gianni Liviano, consigliere regionale, e il prof. Mino Ianne, assessore alla cultura del Comune di Taranto.

 

Mercoledì 27

27 gennaio: presentazione, presso il Liceo “Archita” (nuova sede: Istituto “Maria Immacolata”, con ingresso da Corso Umberto, 106b), alle h. 9.00, del libro “Il silenzio di Abram. Mio padre dopo Auschwitz” di Marcello Kalowski, testimone di “seconda generazione”, figlio di un deportato sopravvissuto al lager. Anche questa iniziativa è promossa dai Presìdi del Libro, con il sostegno della Regione Puglia.

Nel mese di febbraio, sono invece previste proiezioni filmiche per gli studenti presso il Cinema “Bellarmino/Circuito d’Autore: “Una volta nella vita” di Marie-Castille Mention-Schaar e “Woman in gold” di Simon Curtis. A marzo, infine, le classi visiteranno il Museo della Memoria e dell’Accoglienza di S. Maria al Bagno (Lecce).

Tutte le iniziative rientrano nel Progetto “Cultura della Memoria”, curato delle proff.sse Loredana Flore e Gisa Villani, e fortemente sostenuto dal Dirigente Scolastico, prof. Pasquale Castellaneta.

Un ponte sopra Auschwitz (Marcello Kalowski a Taranto per il Mese della Memoria)

Nell’ambito del progetto Mese della Memoria, la rassegna di eventi culturali sul tema della Shoah progettata e realizzata dall’Associazione Presidi del libro su affidamento dell’Assessorato all’Industria Turistica e Culturale della Regione Puglia, il Presidio del Libro Il Granaio, di Taranto, ospiterà Marcello Kalowski, testimone di seconda generazione e autore del libro “ Il silenzio di Abram. Mio padre dopo Auschwitz”, Laterza.
Il 27 gennaio, Giornata della Memoria, Kalowski incontrerà gli studenti dei Licei Archita e Battaglini, alle ore 9,00, presso la nuova sede del Liceo Archita, e alle ore 11,00 gli studenti del Liceo Aristosseno, presso l’Aula Magna del loro Istituto.
Il titolo dell’ottava edizione del pro

getto, “Se comprendere è impossibile, conoscere è necessario”, ( Primo Levi da “Se questo è un uomo”), pone il focus sulla attuale diffusione dei movimenti antisemiti, xenofobi e razzisti, pur mantenendo salda la memoria della Shoah che ha caratterizzato il Novecento per la sua tragica dimensione di fenomeno universale.
Il Mese della Memoria, infatti, ha l’obiettivo di creare una rete di iniziative quanto più estesa possibile, all’insegna della conoscenza, della analisi critica, della riflessione etica e dell’impegno contro il razzismo, il fondamentalismo, l’antisemitismo.
Il silenzio di Abram ci racconta di un padre sopravvissuto al campo di Auschwitz, di un figlio che gli vive accanto e che si assume il compito di dare voce al suo silenzio.
“Ogni volta che posso chiedo a mio padre di parlarmi di Lodz, della sua famiglia, di Auschwitz. Nel farlo sollevo automaticamente la manica della sua camicia, mettendo a nudo il numero tatuato sul suo braccio. Mentre mi parla continuo a fissare quel numero che diventa uno schermo capace di trasformare istantaneamente le sue parole in immagini. ….. Per i pochi che sono riusciti ad uscirne vivi, e sicuramente per mio padre, dopo Auschwitz è iniziata un’altra esistenza che in nessun caso è riuscita a costruire un ponte sospeso che li collegasse alla vita precedente. Sono io che debbo costruire quel ponte, perché la sua esistenza, subita e vissuta con coraggio, e le contraddizioni, le incertezze, le angosce, le sue debolezze acquistino il senso e la dignità che meritano.