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La proposta: una task force della Cultura a Taranto
Vivere di cultura è possibile. La cultura è uno dei motori trainanti dell’economia italiana, uno dei fattori che più alimentano il made in Italy. Il Sistema Produttivo Culturale e Creativo genera quasi 90 miliardi di euro e attiva altri settori dell’economia, arrivando a muovere nell’insieme 250 miliardi, equivalenti al 16,7% del valore aggiunto nazionale. La ricchezza generata dalla cultura si riflette in positivo sull’occupazione e dà lavoro a 1,5 milioni di persone che rappresentano il 6% del totale degli occupati in Italia.
Sono dati del Rapporto 2017 “Io sono cultura – l’Italia della qualità e della bellezza sfida la crisi”, elaborato da Fondazione Symbola e Unioncamere, su cui si sofferma Maria Grazia Cascarano (Pd), candidata al Senato collegio uninominale Puglia 7. “La Magna Grecia, i Messapi, il barocco, le maioliche, il mare, la civiltà contadina, le ceramiche, i riti della Settimana Santa, le cattedrali, i centri storici. Taranto e la provincia ionica – scrive – hanno un grande patrimonio artistico e culturale che va tutelato, valorizzato e promosso”.
“Taranto deve ripartire da qui – aggiunge – e coinvolgere tutti i livelli istituzionali: Enti territoriali, Regione, Parlamento, Governo, Unione Europea. Serve un’azione unitaria, senza dispersioni, nè fughe in direzioni opposte. Occorre dare vita ad una “Task force della Cultura” per fare sistema e mettere in rete i siti, le iniziative, le manifestazioni; per drenare risorse economiche coinvolgendo le Soprintendenze, gli enti di ricerca, il sistema scolastico e universitario, le associazioni.
La cultura e le attività connesse (come il turismo), devono diventare settori strategici per Taranto, occasione di sviluppo, di progresso, di crescita economica e sociale”.
La Cascarano ricorda che “anche l’Unione europea ha preso maggiore coscienza del fattore strategico cultura. In quest’ottica va letto l’impegno di Bruxelles per l’istituzione del Fondo di garanzia sui prestiti, che attribuisce 122 milioni di euro a intermediari selezionati dal Fondo Europeo per gli investimenti, per consentire ai soggetti dei settori culturale, creativo e audiovisivo di accedere a finanziamenti a tassi interessanti e senza ricorrere a garanzie personali. Taranto, terra della cultura. Per dare gambe a questa idea serve la concretezza riformista di forze di governo progressiste”.