Elezioni 2018, Piani Alti
Taranto, Forza Italia analizza il voto… tra polemiche e veleni
Analisi del voto con lo sguardo rivolto a Palazzo di città. Luigi Vitali, neo senatore di Forza Italia e coordinatore regionale del partito sventola il 19% ottenuto lo scorso 4 marzo in provincia di Taranto. “Appena un anno fa, alle amministrative – ricorda – eravamo al 9%”. Proprio il comune capoluogo è il terreno più caldo dopo l’incontro tra il sindaco Rinaldo Melucci, il consigliere azzurro Cosimo Ciraci e l’ex candidato sindaco Stefania Baldassari.
Una semplice consultazione o qualcosa di più? Vitali concede il beneficio del dubbio ma avverte. “Il 4 marzo gli elettori hanno voluto dare un calcio ad un vecchio modo di fare politica che è esattamente quello che non vogliamo che si verifichi a Taranto e cioè il cambio di casacca, il tradimento del voto, il cambio di coalizione. Faccio fatica ad immaginare che un candidato sindaco alternativo al centrosinistra e ai disastri delle giunte Stefàno, che in campagna elettorale si è battuto strenuamente contro Melucci, oggi possa cambiare idea e all’improvviso Melucci diventi bello e buono. Anzi, l’inconsistenza politica del sindaco di Taranto ora è evidente. Grave sarebbe l’atteggiamento di chi, eletto nel centrodestra, dovesse portare questo consenso agli avversari della campagna elettorale”.
Il chiarimento interno a Forza Italia è rinviato alla riunione dell‘assemblea provinciale che dovrebbe tenersi mercoledì prossimo. Sul responso delle urne Vitali ammette di “non essere soddisfatto” però si toglie qualche sassolino dalle scarpe. “Ad eccezione della Lega, i nostri alleati sono crollati – dice in conferenza stampa – e nelle nostre fila qualcuno ha preferito le polemiche all’impegno in campagna elettorale attendendo un risultato catastrofico”. La scelta dei candidati ha influito sul risultato? Chiediamo. “Abbiamo perso – risponde – è evidente. Ma non penso che con altri nomi avremmo arginato la marea gialla del M5s”.