Contributi
Elezioni 1964, Curci sindaco mentre parte il primo altoforno Ilva
(Taranto, una storia Comune parte 5, leggi 1 – 2 – 3 – 4) In una situazione di crisi amministrativa la macchina elettorale si mette in moto per il rinnovo del Consiglio, DC e PSDI optano per la permanenza del Sindaco e della giunta durante la campagna elettorale.
Intanto procedevano i lavori di costruzione dello stabilimento siderurgico e si intensificavano le visite illustri allo stesso: gli ambasciatori degli USA e della Germania Ovest, varie delegazioni commerciali di altri paesi giungevano in Città incontrando le autorità e i soggetti economici.

Il presidente dell’IRI, Giuseppe Petrilli, in un’apposita cerimonia nello stabilimento intitolava lo stesso, scoprendo una lapide, a Salvino Sernesi, direttore generale dell’IRI, scomparso da poco.
Nella notte tra il 21 e 22 ottobre del 1964 si procede all’accensione del primo altoforno: il Siderurgico entra nella fase produttiva. Dopo qualche mese sarebbe stato acceso anche il secondo altoforno.
Il 19 novembre il Presidente del Consiglio, Aldo Moro, assiste alla prima colata d’acciaio. Insieme a lui sono i Ministri Emilio Colombo, Carlo Bo, Carlo Arnaudi, Giovanni Pieraccini, il Presidente dell’IRI, Giuseppe Petrilli, il sottosegretario alla Difesa Mario Marino Guadalupi, il Capo di Stato Maggiore della Marina Militare Amm. Giuriati. Nel suo discorso Moro sottolinea come “la soluzione del problema meridionale è alla portata del nostro Paese. Alla fine del 1969, il Sud sarà integrato nel sistema autostradale nazionale”. Petrilli dal suo canto rileva che “ora è soprattutto conveniente investire nelle regioni meridionali per garantire la presenza dell’Italia sui mercati dei Paesi in via di sviluppo”.
Moro, in una giornata intensissima, visita anche le Scuole CEMM ed ai giornalisti, ricordando i suoi trascorsi, confessa come “Taranto sia una città a me particolarmente cara”.
Il Presidente dell’Italsider, Mario Marchesi, in conferenza stampa evidenzia come lo stabilimento avrebbe dato lavoro a 4.500 lavoratori, di cui 4.000 tarantini e di come per ogni operaio dell’Italsider ce ne sarebbero stati otto nell’indotto.
Si vota 3 giorni dopo, il 22 novembre.
| Partiti | Voti | % |
| P.C.I. | 30.341 | 30,15 |
| P.S.D.I. | 3.359 | 3,33 |
| P.L.I. | 4.998 | 4,96 |
| P.S.I. | 7.692 | 7,64 |
| M.S.I. | 8.313 | 8,26 |
| D.C. | 41.391 | 41,14 |
| P.D.I.U.M. | 1.274 | 1,26 |
| P.R.I. | 1.738 | 1,72 |
| P.S.I.U.P. | 1.504 | 1,49 |
Elezioni amministrative – 22 novembre 1964 – Fonte: Ministero dell’Interno
Rispetto alle precedenti elezioni comunali la DC continua a veder crescere il consenso, che va ben oltre il 40%, il PLI raddoppia la percentuale; il PSI subisce un vero tracollo perdendo 6 punti in percentuale di cui solo una parte vanno al PSIUP. Stabile il PSDI, mentre il PCI comincia a vedere premiata l’azione di rinnovamento avviata, superando il 30%. A destra il MSI arretra ed i monarchici confermano di essere una forza ormai residuale.
Il consiglio comunale risulta così composto
Gruppo “Democrazia Cristiana”: CONTE Giuseppe, MONFREDI Angelo, SALA Paolo, CURCI Angelo Vincenzo, PASANISI Gregorio, DE PACE Angelo, CARIDDI Caterina, DIOTAIUTI Francesco, PETIO Vito, BLASI Cataldo, LEGGIERI Cataldo, PARADISO Leonardo, CASTRONUOVO Pasquale, CAVALLO Giovanni, MIGNOGNA Cosimo, SANTALUCIA Pasquale, PICCIARELLI Salvatore, MUSOLINO Elmo, ORLANDO Cataldo, DI MAGGIO Michele, FESTINANTE Luigi, FIORE Nicola, PARABITA Francesco
Gruppo “Partito Comunista Italiano”: DE FALCO Nicola, ROMEO Antonio, ANGELINI Vito, MUCIACCIA Elio, CANNATA Giuseppe, POLLICORO Vincenzo, INTELLIGENTE Augusto, D’IPPOLITO Eneide, MICELI Leonardo, QUERO Giuseppe, PULPO Cataldo, ANDRISANI Vincenzo, D’ARMENTO Salvatore, FALCONI Guerino, LAVIOLA Nicola, LOPRETE Dante
Gruppo “Partito Socialista Italiano”: LADAGA Luigi, CIGLIOLA Antonio, GIANCANE Giuseppe, LAMANNA Eustacchio
Gruppo “Movimento Sociale Italiano”: LATANZA Domenico, D’AYALA VALVA Roberto, FONTANA Carlo, SPEZIALE Vittorio
Gruppo “Partito Liberale Italiano”: SANTOVITO Fulvio, PASANISI Bernardino
Gruppo “Partito Socialista Democratico Italiano”: CANDELLI Franco
Sono i giovani democristiani ad intervenire per primi nel dibattito post-elettorale ribadendo che la scelta non può che essere quella del centro-sinistra; una posizione che appare dettata dalla preoccupazione di possibili spinte per formare una giunta di centro destra (DC, PLI, MSI) in cui determinanti sarebbero stati i voti dei missini. Di certo i tempi erano cambiati, ma evidentemente i giovani democristiani avevano qualche ragione per temere colpi di coda neo-centristi.
Iniziano quindi gli incontri tra DC, PSI, PSDI, PRI per la formazione delle giunte.
Ma un fatto sicuramente significativo interviene a scuotere il quadro politico: la direzione nazionale del PSDI il 21 gennaio scioglie gli organismi dirigenti della federazione di Taranto e nomina un commissario nella persona di Luigi Ippolito.
Le motivazioni, non ufficiali, che circolano sono che la direzione ha voluto porre fine alla contrapposizione tra il gruppo di Franco Candelli e quanti si oppongono alla sua linea politico-organizzativa.

E’ lo stesso Candelli a scendere in campo, con una lettera, per smentire che esista un “gruppo candelliano” e che invece anche nella federazione socialdemocratica di Taranto c’è un normale confronto di quattro correnti: “Rinnovamento socialista”, capeggiata da Giovanni Calia e Gaetano Lenti, “Unità socialista”, capeggiata da Luigi Pugliese e Stefano Palomba, “Centro Sinistra”, capeggiata da Franco Candelli e Giovanni Quinto, “Unità e autonomia socialista”, capeggiata da Elena Semeraro. Nella stessa lettera ricorda come le sue dimissioni, presentate nel momento in cui era diventato assessore, erano state respinte per ben due volte; lo scioglimento quindi, a suo dire, è funzionale ad un corretto svolgimento del congresso provinciale.
Il Consiglio comunale subisce quindi qualche ritardo per l’incertezza in casa socialdemocratica in cui emergono frizioni tra il Commissario ed alcuni rappresentanti locali, tra cui lo stesso Franco Candelli il quale dichiara che, pur di favorire la ricomposizione del centro-sinistra, non sarebbe entrato nella nuova giunta.
Ed in effetti le cose andranno cosi.
Il Sindaco viene eletto il 16 febbraio 1965: è il democristiano Angelo Curci che ottiene i voti di DC, PSDI, PSI; ottengono voti Nicola De Falco (PCI), 16, Domenico Latanza (MSI), 4, Angelo Monfredi (DC), 1, Fulvio Santovito (PLI), 1, mentre due sono le schede bianche.
Giuseppe Conte, evidentemente amareggiato per la non riconferma, dopo esser subentrato a Spallitta nella carica di Sindaco, durante le visite di commiato dalle Autorità annuncia il proposito di ritirarsi definitivamente dalla vita pubblica

Ecco come in “Parola di Sindaco”, di Nicola Caputo, Giuseppe Conte ricorda come la candidatura di Angelo Curci prevalse sulla sua, all’interno del gruppo consiliare democristiano, per un solo voto. A Caputo che gli chiede “in questi casi non c’è sempre un po’ di risentimento?”, Conte risponde: “Risentimento proprio no, ma io, certo, avvertii allora un senso di rammarico, anche di tristezza. Di rammarico perché mi sembrava di non avere il riscontro di un servizio che pure avevo reso al partito e alla città; di tristezza per la povertà del comportamento di taluni colleghi. Dico, tristezza per loro. Se io dovessi ricordare, per esempio, il comportamento di un consigliere comunale eletto nella lista della DC, personaggio tra l’altro notissimo, il quale venne da me per dirmi che mi avrebbe dato il voto se io gli avessi assicurato il finanziamento per la costruzione di una certa cosa, beh! la tristezza di cui parlavo prima è questa. Perché se per fare il sindaco io dovevo ricorrere a queste autentiche bassezze, il mio comportamento avrebbe significato una cosa sola: che avevo interesse a fare il sindaco. E io invece non avevo interessi personali, ma solo interessi politici a fare il sindaco di Taranto.”
Il 3 marzo viene eletta la Giunta, composta dal Vice Sindaco LADAGA Luigi (PSI),
dagli Assessori effettivi BLASI Cataldo (DC), CAVALLO Giovanni (DC), CIGLIOLA Antonio (PSI), DE PACE Angelo (DC), LEGGIERI Cataldo (DC), MUSOLINO Elmo (DC), PASANISI Gregorio (DC), SALA Paolo (DC) e dagli Assessori supplenti LAMANNA Eustacchio (PSI) e ORLANDO Cataldo (DC).
Franco Candelli non è in giunta; fa buon viso a cattivo gioco, ma la polemica traspare in una lettera in cui attacca pesantemente il commissario Ippolito. Qualche malumore serpeggiante spinge Franco Lorusso a rimettere il mandato di segretario provinciale DC; ma le sue dimissioni vengono respinte.