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E salirò… uno maggio Taranto, concerto per una città

Pubblicato | da Redazione

di SABRINA MOREA

Eravamo in tanti questa mattina davanti allo schermo per assistere in diretta streaming alla conferenza stampa di presentazione del concerto dell’Uno Maggio a Taranto, tenutasi a Roma. E vi posso assicurare che anche a distanza l’emozione e la passione dei presenti era evidente. Insieme ad una delegazione del Comitato “Cittadini e Lavoratori Liberi e Pensanti” c’erano anche i direttori artistici Michele Riondino, Antonio Diodato e Roy Paci, e i conduttori Valentina Petrini e Valentina Correani. Assente per motivi personali Andrea Rivera.

E anche quest’anno siamo stati travolti dalla determinazione e dalle ragioni che spingono questo gruppo di persone a portare avanti un progetto che non è più solo un evento di un giorno, ma lo sviluppo del lavoro di un anno che porta la nostra città al culmine della visibilità nel giorno del concertone. Credo che la stessa passione e determinazione abbia coinvolto i componenti di un cast a dir poco straordinario che ha scelto di aderire all’iniziativa a titolo gratuito, e questa cosa era evidente nelle dichiarazioni fatte anche da Manuel Agnelli degli Afterhours, presente alla conferenza stampa, oltre che dalle parole di tutti i presenti.

Una line-up che in questa edizione vede la presenza dei migliori big della musica cantautorale italiana come Daniele Silvestri e Niccolò Fabi, la più importante rock band storica italiana come i Litfiba, le colonne dell’indie rock e pop come Afterhours e Subsonica e le nuove leve dello stesso genere come i Ministri e Luminal, la dolcezza incisiva e di carattere delle cantautrici Levante e Beatrice Antolini, l’intelligente irriverenza di Giovanni Truppi, i suoni energici di LNRipley, il folk rock brasiliano dei Selton, le note e le parole magiche del “nostro” Renzo Rubino, le liriche del rapper Ghemon, l’alternative rock del Teatro degli Orrori. Insieme a questi nomi, alcune tra le migliori formazioni e progetti del nostro territorio, che non hanno niente da invidiare a livello di talenti al resto d’Italia: Mama Marjas, Orchestra Mancina, Terraross, SFK, Fido Guido, Frank Buffoluto e i Pali delle Cozze.

Subito dopo la conferenza stampa, sono accaduti due episodi che mi hanno portato a fare una serie di considerazioni. La prima: alla mia condivisione del programma su Facebook, ho ricevuto due telefonate da amiche di Andria e Bari che mi hanno chiesto di interessarmi per la prenotazione di stanze di b&b per quei giorni. Detto, fatto e ho pensato che è questa l’occasione perché Taranto diventi, finalmente, la città dell’accoglienza, della diffusione della sua arte e delle sue bellezze. Quindi, uno degli obiettivi dell’Uno Maggio può essere raggiunto.

La seconda: una ragazza che segue i miei dj set, fan di Daniele Silvestri, mi ha scritto per ringraziare con tutto il cuore, attraverso me, il Comitato per questa occasione di vedere il suo artista preferito nella sua città, cosa questa che accade in un momento non felice della sua vita. E allora ho pensato che questa è l’occasione della condivisione vera, della possibilità di vivere un momento di aggregazione e di un elevato livello musicale a Taranto, dove non siamo abituati ad esaltare le nostre bellezze e le nostre capacità, dando così un’occasione a chi soffre, per svariati motivi, di essere felice.

Forse noi tarantini stessi non diamo la giusta importanza a questo “evento”. Come sempre abituati a godere delle cose già pronte e a fare del vittimismo una filosofia di vita, con questa importante iniziativa possiamo essere protagonisti, alzare la testa e sperare in una vera rinascita della città e del nostro territorio. Non è retorica, è solo la necessità di vivere di nuove energie, senza andare lontano.