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Domani si vota, giochi fatti…
Un terzo d’Italia al voto. Quasi 14 milioni di cittadini alle urne per rinnovare più di mille Consigli comunali ed eleggere i relativi sindaci (l’elenco).
Queste amministrative confermano la propensione al civismo che ormai pervade tutte le coalizioni nazionali, rassegnate all’idea di raccattare consensi attraversando famiglie e gruppi sociali consolidati, al di là di progetti e vaghe idee. Nei piccoli e medi centri funziona così. Le grandi città, invece, restano una proiezione quasi fedele dello schema nazionale (Napoli, Torino, Roma più o meno appaiono ortogonali, in questo senso).
In provincia di Taranto si vota in undici Comuni. La campagna elettorale è stata segnata dalla parola “cambiamento”. Professano tutti questo verbo, anche gli uscenti o, peggio ancora, quelli che gli uscenti hanno allontanato, rinnegato e ostacolato. E se “voltare pagina” è stato l’invito meno riuscito eppure largamente spalmato tra vicoli e piazze, “vincere la sfida” è apparso quello più retorico e sorpassato. Diciamo che se alcuni papabili sindaci amministrerannno come hanno comunicato.. non c’è da stare allegri.
Sfida contro chi? E per quale obiettivo? Puntando a conquistare cosa? Ci sono partiti in questa tornata elettorale che stanno chiamando alle urne per “cambiare” dimenticando di aver governato sino a cinque minuti fa. Anzi, mentre scriviamo stanno governando l’ordinario puntando a “voltare pagina”. Il verbo cambiare usato come oppio (roba vecchia, non fa effetto da tempo).
Ma i residenti dei vari Comuni sanno bene, hanno osservato. Perché se è vero che nei paesi nulla sfugge, allora è certo che i saltimbanchi e i bari avranno la peggio nelle urne. O no?
Si vota domani dalle 7 alle 23. Eventuali ballottaggi, comunque possibili soltanto nei paesi oltre i 15mila abitanti, sono previsti per il 19 giugno.
C’è molta attesa per il risultato di Massafra, Statte, Grottaglie, Ginosa, San Giorgio e Laterza. Pare che alcuni candidati stiano già brindando alla vittoria. Ma il tradimento è dietro l’angolo, il voto disgiunto è un’arma a doppio taglio e solitamente lascia ferite difficilmente sanabili.
Si vota anche a Roccaforzata, Monteparano, Torricella, Avetrana e Fragagnano.
ps. Si vota per rinnovare undici Consigli comunali. Va da sè che alcuni consiglieri comunali decadranno da ruolo di consigliere provinciale. Stesso dicasi per il presidente della Provincia, eletto tale dai suoi 28 colleghi ionici nel 2014. Ma è intervenuta una proroga. Martino Tamburrano, che al massimo tra due settimane non sarà più sindaco di Massafra, resterà in sella a Palazzo del Governo per altri novanta giorni.
Il Consiglio provinciale scadrà a settembre ma è probabile che non si muoverà foglia sino al referendum di ottobre, che com’è noto dirà una parola definitiva sulla sopravvivenza delle Province.