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Checco dopo Han Solo. Capodanno al Cinema, di evento in avvento

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Non ho idea di quale Natale questo 2015 vi abbia regalato. Non ne ho idea nemmeno sotto il profilo cinematografico, se devo esser sincero, tanto più che i giochi, al momento, sono tutt’altro che fatti. Scrivo nelle ultime ore dell’anno (che può sembrare scelta apocalittica, ma è solo dannato ritardo ad affacciarmi alla Ringhiera…), ovvero quando siamo ad un passo dall’arrivo dell’annunciato ciclone Checco Zalone, tormentone di massa e deus ex machina dell’annuale dramma degli esercenti: sbigliettatura assicurata, finché dura… Il Natale cinematografico 2015, del resto, è nato nel segno avventizio delle grandi attese, stretto tra l’evento globale Star Wars Episodio VII, lanciato il 16 dicembre e già campione dai plurimi record al box office mondiale, e l’evento nazional popolare Quo vado?, che stappa lo spumante del Capodanno italiano, da qualche parte (ma non a Taranto…) persino sul far della mezzanotte. Due colonne di un tempio pagano in cui si celebra il rito delle festività: tutti al cinema semel in anno! D’accordo non proprio tutti, ma almeno quelli abili e arruolati alla leva dello spettacolo cinematografico, per quanto anabolizzati dai 1000 film a scelta nelle virtuali library domestiche di Sky, Premium, Cubovision, Infinity o Netflix che dir si voglia… Una volta all’anno è lecito insanire e mettersi in fila al botteghino. Si tratta di vedere se, alla fine della fiera, avrete scelto tre l’evento epocale Star Wars Episodio VII e l’evento apicale (vedrete il picco al botteghino…) Quo Vado?, che è come dire tra il risveglio della Forza lucasiana e la forza del Risveglio zalonico.

quo vadoDel buon Checco non si può ancora dire, bisogna aspettare i botti della mezzanotte e il botto al botteghino, avendo magari il buon gusto di rispettare la democrazia dello spettacolo popolare senza falsi intellettualismi in sede di analisi… Di Star Wars Episodio VII, di contro, non è facile dire, perché trattasi di evento che ha coinvolto talmente tanti fattori emotivi da rasentare la sacralità del rito: altissima attesa per l’avvento di una saga molto amata, forte di un fandom agguerrito come pochi che ha dissezionato con la lente d’ingrandimento questo rilancio dell’epos ceduto da George Lucas all’onnivora Disney. Il regista deputato all’impresa, l’ottimo J.J. Abrams, si è ritrovato lost nel fandom in guerra tra detrattori, delusi per un risveglio che è apparso un ricalco stanco e privo di coraggio della saga originale, e i più giovani appassionati che hanno accolto di buon grado il ritorno dei loro eroi tal quali – nello spirito se non nell’età – li avevano lasciati. Per quel che mi riguarda, riconosco le ragioni dei primi ma trovo anche che J.J. Abrams abbia fatto un’operazione adeguata, mettendo in conto la necessità di creare un anno zero da cui ripartire per il futuro della saga. Vero è che Episodio VII si riduce a una sorta di remake, a parti inverse (meglio non scendere nel dettaglio per non spoilerare…), della trilogia originale, quella fondativa, poi rinumerata dal quarto al sesto episodio. Ma in fin dei conti Episodio VII resta un film che diverte, e se tanto vi basta sarete usciti dalla sala soddisfatti. La domanda è, semmai, se avete ceduto al richiamo del 3D o vi siete attenuti al classico schermo “piatto”, come ho fatto io.

Massimo Causo