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Che fine hanno fatto i fondi per il Fusco di Taranto?
La sorpresa spunta tra le righe di un documento. Accade sempre così, la politica autoreferenziale lancia proclami, risponde alle polemiche, puntella la posizione e infila, quando può, tra i paragrafi, la notizia che invece merita attenzione e approfondimento.
Un meccanismo classico che segna anche l’ultimo dei comunicati stampa dell’assessore regionale allo Sviluppo Economico, Loredana Capone che risponde al Governo sull’accusa di ritardi che il territorio registra sull’applicazione del contratto istituzionale per Taranto… e trova il tempo di annunciare ciò che nessuno si aspettava: per la riqualificazione del Fusco non c’è più copertura finanziaria. Bisogna trovare i fondi sulla nuova programmazione. Insomma, la Capone non solo dice al Governo che “qui nessuno perde tempo” ma aggiunge che se c’è qualcuno che ne ha perso… bisognerebbe trovarlo a Taranto. Ma lo scorso dicembre non era tutto in ordine?
Qualcosa evidentemente non quadra.
Riavvolgendo il nastro, infatti, si torna alla giunta Vendola. Due anni fa, dagli uffici di Bari partirono varie lettere all’indirizzo del Comune di Taranto. Furono veri e propri solleciti sulle procedure riguardanti il Fusco (e i palazzi Troilo e Delli Ponti). “Si rischia di perdere i fondi se non si fa presto” scrisse Bari in buona sostanza. A queste lettere, il sindaco aveva sempre risposto che si stava lavorando perché ciò non avvenisse, rimandando ai tecnici. Con la Giunta Emiliano i toni non muteranno.
L’assessore Liviano, prima di essere costretto alle dimissioni per altra vicenda, sulla questione Fusco ha tenuto anche un paio di riunioni per fare il punto della situazione. Si arriva al dicembre 2015, quando sembra tutto ok: non si parla più di ritardi e rischi sull’utilizzo dei fondi, tanto che il Comune avvia il bando di gara e si prepara, adesso, a vagliare le sette proposte di progetto ricevute. Ieri, l’annuncio della Capone: non c’è copertura finanziaria, bisogna trovare i fondi nella nuova agenda europea.
“Nel corso della riunione (del Cis, ndr) è stato nuovamente confermata la questione già ampiamente nota relativa a tre progetti del Comune di Taranto,recupero e valorizzazione del Palazzo Troilo, Palazzo Carducci e Cinema Teatro Fusco – inseriti nel Cis in relazione ai quali occorre trovare nuova copertura finanziaria. Si tratta infatti – ricorda l’assessore regionale – di tre progetti che, come in più occasioni emerso anche sulla stampa, la Regione Puglia ha provveduto a finanziare al Comune di Taranto nell’ambito della programmazione comunitaria 2007-2013 a partire dall’ottobre 2012 con l’obiettivo di consentire il completamento delle attività già avviate nell’ambito del Programma Urban di competenza del Comune (Urban II, anno 2000, ndr) A chiusura della programmazione comunitaria, avvenuta a dicembre scorso, questi interventi non risultano conclusi, né tantomeno avviati, con la conseguente necessità di trovare ulteriori risorse finanziarie che potrebbero essere assicurate dalle risorse del Fsc 2014-2020″.
Dunque, non era tutto risolto. Chi ha sbagliato, la Regione o il Comune? E quei fondi sono stati restituiti o distratti su altri capitoli sempre legati alla programmazione comunitaria? E se così fosse, come ha fatto il Comune di Taranto a bandire il concorso di idee in assenza di copertura finanziaria del progetto? Infine, si riuscirà a trovare i fondi necessari nella programmazione 2014-2020? Saranno sufficienti? Queste sette proposte resteranno nei cassetti?