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Taranto invasa dalla mondezza, il sindaco aveva sospeso la raccolta domenicale. E si scaglia contro i lavoratori “in malattia”

Pubblicato | da Angelo Di Leo

Aggiornamento ore 14.10: Il sindaco di Taranto, Ezio Stefàno, ha appena dichiarato alla tv locale Studio 100 che “l’ottanta per cento dei dipendenti Amiu, quelli addetti alla raccolta dei rifiuti, ogni domenica è in malattia. E che si è deciso di sospendere la raccolta domenicale della mondezza urbana per non gravare sulle tasche dei cittadini che già pagano trasse molto alte“. Dopodiché, nel suo breve e illuminante monologo davanti ad alcuni microfoni, il sindaco ha anche spiegato di aver già contestato all’Amiu “la sciatteria amministrativa (ha detto sciattoneria, ma capita a tutti di sbagliare…, ndr)” perché l’azienda non avrebbe allertato il Comune circa la mancata raccolta dei rifiuti (le immagini parlano chiaro) addirittura spiegando che “la raccolta non è avvenuta nemmeno sabato notte”.

Così ha parlato il sindaco di Taranto come se non fosse lui (in rappresentanza della cittadinanza) il proprietario dell’Amiu, come se non fosse stato lui a decidere (come racconta in assenza di giustificativi  e atti formali, “non c’è alcuna ordinanza”, dice) di “sospendere la raccolta domenicale” (cosa di cui la città non sapeva assolutamente!), come se Amiu non stesse vivendo una stagione di impasse generale.

Così viene amministrata Taranto. I residenti pagano tre volte ciò che non hanno: prima le tasse che consentono all’ente di firmare un contratto di servizio (oneroso eccome!) con Amiu; tralasciamo sul punto i rilievi gravissimi mossi dal ministero delle Finanze su questo rapporto tra proprietario ed spa. In secondo luogo, pagano senza sapere (e lo apprendiamo oggi) che “l’ottanta per cento dei lavoratori addetti alla raccolta, alla domenica è in malattia”. Terzo: invece di controllare queste “malattie” e magari provvedere se il caso… si preferisce sospendere un servizio comunque previsto dal contratto di servizio (mensilmente onorato dalle casse municipali).

 

 

STAMATTINA ORE 9.30

Potrebbe essere arte contemporanea. I nostri limiti non ci consentono di comprenderla sino in fondo, lo sappiamo.

Azzardiamo comunque una lettura con tanto di interpretazione. Si nasce, del resto, con una spiccata vena critica.  Il Centre Pompidou vi allestirebbe una temporanea, ne siamo certi.

imageSiamo a Taranto e stamattina i residenti del quartiere Montegranaro (via Emilia… via Salento… corso Piemonte) si sono svegliati così, basiti di fronte a questa composizione in plastica, una esplosione di colori e odori da brivido caldo. Non sappiamo che fine abbiano fatto gli operatori dell’Amiu, la scorsa notte, da queste parti. Ci manca il dettaglio di altre zone, se qualcuno sa o ha visto… ci documenti pure|!

In realtà, non sappiamo nemmeno che fine farà la stessa Amiu, visto che il sindaco Ezio Stefàno ultimamente si è preoccupato molto di assegnare la poltrona rovente (due rinunce in cinque mesi, un record al termine di una “selezione pubblica”, peraltro!!!) e poi ha ripiegato (con tutto il rispetto per la persona) su un dirigente municipale chiamato a fare i salti mortali tra un incarico e l’altro. A parte capire la sorte dell’autocompattatore che stanotte avrebbe dovuto frequentare l’area del tribunale, di Amiu Taranto avremmo il desiderio di conoscere: i conti reali, le proiezioni semestrali, il bilancio preventivo, il piano industriale, le tendenze di cassa e il margine operativo. Non per altro… solo perché si tratta di società per azioni a totale proprietà comunale. Tradotto, di una società dei cittadini di Taranto interpellati (si fa per dire) solo quando c’è da mettere mani al portafogli (tassa sul servizio e ricapitalizzazione docet).