Cinema, Cooltura
Pericle il nero, Scamarcio orfano della Camorra
CANNES – E’ un Riccardo Scamarcio greve, pesante, pienamente fisico, quello che sbarca a Cannes 69, nella sezione Un Certain Regard, col film di Stefano Mordini “Pericle il nero”.
Camorrista di risulta, più che altro il prodotto di scarto di una società malavitosa in cui è cresciuto stolidamente, nonostante se stesso, quasi figlio adottivo di Don Luigi dopo la morte della madre, Pericle è un giovane uomo che esegue gli ordini senza pensare troppo. La scena è quella del Belgio, grigia e sorda come il protagonista di questo film che Mordini ha tratto dal libro di Giuseppe Ferrandino edito da Adelphi: malavita italiana da esportazione, retta da un boss pizzaiolo che utilizza quel ragazzo come un avvertimento umiliante: Pericle ha letteralmente il compito di “fare il culo” a chi sgarra, sodomizzando senza colpo ferire, giusto per far capire chi comanda. Un triste mondo di piccola quotidiana violenza di cui Pericle è testimone distante e passivo, sino a quando non fa un errore, non uccide per sbaglio la sorella di un boss rivale e Don Luigi gli impone di sparire, di andarsene per far calmare le acque. Non è che l’inizio di una fuga che sarà per il giovane uomo una presa di coscienza di sé: mentre dei killer gli danno la caccia, la fuga in Francia lo vede uomo libero di decidere di se stesso. Impara a conoscere gli altri, entra in casa di una donna che lo accoglie senza fare troppe domande, lui inizia a immaginare per sé una vita diversa, forse un amore, una famiglia… Ma ovviamente non è tutto così semplice, il passato con le sue domande lo pressa, forse gli sgherri che lo inseguono sono l’ombra del suo stesso errore che il suo boss vuole fargli pagare… Stefano Mordini costruisce su questi elementi basilari un dramma noir vagamente melvilliano, lasciando che l’esercizio di genere si impianti nel ritratto azzerato di una figura senza qualità. Pericle è poco più di un corpo morto, una figura che agisce a comando, affascinante proprio per la sua ottusità, per la piattezza indefinita del suo essere un nessuno in cerca di un’anima. Riccardo Scamarcio gli conferisce un senso adeguato, trattenendo ogni elemento, con coraggio e determinazione.