Salute
Biodiversità, ritrovata una lontra sul Mar Piccolo di Taranto
Nonostante i gravi problemi di inquinamento e la fortissima antropizzazione, Taranto presenta delle zone in cui la biodiversità è preservata. Una di queste è il Mar Piccolo. Proprio sulle sponde del bacino interno, nell’area del nascente Ecomuseo del Mar Piccolo (eco.Pa.Mar), è stata ritrovata la carcassa di una Lontra europea (Lutra lutra).
Il ritrovamento, una novità assoluta per il territorio ionico, è stato effettuato da Sos Animali e Wwf Taranto in collaborazione con Balto&Togo, Arpec Puglia, Dany’s Ranch di lido Azzurro, su segnalazione di Natale Santagata. La Lontra è un animale errante che percorre molti chilometri per trovare nuovi luoghi trofici e soddisfare le proprie esigenze alimentari. La Lontra è un mustelide che si ciba prevalentemente di pesce, è un’ottima nuotatrice, ha una pelliccia di colore marrone intenso nella parte superiore e più chiaro sulla gola. Il corpo è allungato con coda lunga e affusolata, con orecchie molto piccole. Il muso è coperto di baffi robusti, le zampe corte e con piedi palmati la rendono una ottima nuotatrice. Può addentrarsi fino alle zone costiere, come in questo caso, spinto dalla necessità di cibo, mangia anche gamberetti e altri invertebrati e a volte uccelli acquatici. Sulla terra preda arvicole, conigli e altri piccoli mammiferi. Generalmente è notturna. Passa molto tempo in acqua.
“Questa è la prima segnalazione della presenza della lontra nell’area del Mar Piccolo – sottolinea Fabio Millarte del Wwf di Taranto – di solito è stata segnalata nelle zone delle litoranea che scende verso la Basilicata, sul fiume Lemma e sul fiume Lato. Allo stato attuale la Lontra nel nostro paese sopravvive soltanto in Italia meridionale, anche se recenti ritrovamenti indicano una progressiva reinvasione di fiiumi trentini e friulani dai bacini limitrofi di Austria e Slovenia. Sebbene la lontra sia diffusa in tre continenti (Europa, Asia e Africa) la popolazione italiana meridionale è isolata dal resto delle popolazioni europee (Loy et al., 2004). Popolazione stimata in 230-660 individui (Prigioni 2006). Alcuni indici raccolti in aree campione e la lenta rioccupazione di parte dell’areale storico suggeriscono che la popolazione sia in crescita (Fusillo et al. 2003)”.
L’animale ritrovato era già morto, e presentava all’esame radiografico diverse fratture a carico del cranio e agli arti anteriori. Cucciolo di femmina lungo 97 cm. e del peso di 4.5 kg. La carcassa è stata consegnata alle IZS di Taranto per le analisi di routine sulla fauna in pericolo di estinzione. La notizia è stata segnalata alla ISPRA per la mappature delle zone d’avvistamento. Secondo le direttive del IUCN, come riportato sotto, la Lontra in Italia è stata classificata come specie a rischio: “Le principali minacce per la specie sono l’inquinamento delle acque da composti polifenolici, il depauperamento della fauna (biomassa) ittica, la cementificazione degli argini, le collisioni con gli autoveicoli e le uccisioni illegali dovute anche al conflitto con la pesca e l’allevamento ittico”.