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Riva avvisa tutti: Ilva non violava le leggi esistenti. Ci state espropriando ingiustamente!
I Riva dicono che producendo acciaio il siderurgico tarantino non violava le leggi italiane. Tradotto, secondo i Riva quanto ogni giorno avveniva sotto la loro gestione rientrava nei parametri classificati dal ministero e autorizzati?
Dunque, ci chiediamo e aggiungiamo noi, questa sarebbe la conferma indiretta di come fossero i parametri ad essere sbagliati? E siamo al punto.
Si torna al punto. Non a caso, Ambiente Svenduto è il nome di una inchiesta che si occupa di approfondire un presunto intreccio vasto.. a tutela della produzione.
Il processo è chiamato ad accertare, o meno, e giudicare fatti contestati.
È di fatto pubblica, intanto, la lettera che la famiglia Riva ha scritto al commissario europeo alla Concorrenza, Vestagger, la stessa che ha aperto la procedura di infrazione contro l’Italia per i cosiddetti ‘aiuti di Stato’.
I Riva sostengono di essere stati espropriati ingiustamente dal governo: contro la vendita del gruppo, infatti, hanno già fatto ricorso al Tar.
“Non c’è alcuna prova che Ilva, sotto il controllo di Riva Fire S.p.A., abbia mai violato la normativa europea e/o italiana in materia ambientale. Né alcuna autorità giudiziaria o amministrativa ha mai accertato il contrario”, c’è scritto nella lettera della quale le agenzie in queste ore stanno anticipando gli stralci essenziali. ‘ La motivazione di fondo dell’ingiusto esproprio che abbiamo subito non risiede dunque nella violazione di norme ambientali… ma è interamente riconducibile ad uno scontro istituzionale tra confliggenti iniziative politiche e giudiziarie… Al fine di preservare il nostro diritto di richiedere il giusto indennizzo a chi ha violato il pacifico godimento dei nostri beni…. chiediamo rispettosamente che la Commissione europea si formi una propria opinione indipendente in merito alla verità dei fatti”.
Nel settembre 2013 la Commissione Europea ha aperto una procedura d’infrazione contro l’Italia per mancato controllo di emissioni tossiche dall’Ilva. Nell’aprile 2014 la Commissione (nuova messa in mora dell’Italia) ha sostenuto che le analisi mostrano gli effetti dell’inquinamento prodotto ai danni del cielo e del territorio tarantino. All’inizio del 2016, l’Antitrust Ue ha aperto un’indagine nei confronti dell’Italia per verificare se gli interventi a favore del gruppo Ilva, adesso in amministrazione straordinaria, possano essere considerati aiuti di Stato. In tal caso violerebbero le norme UE.