Sul Pezzo
Taranto: la rissa, gli spari. Fotogrammi di un raid per un panino negato
Voleva un panino, ma il locale stava chiudendo. Un rifiuto inteso come una offesa da punire in modo esemplare. Sarebbe questo il motivo alla base del raid scattato all’alba dello 16 dicembre 2018 in un locale di alla periferia di Taranto. Un gruppo di persone sfondò la porta di ingresso e mise a soqquadro il locale. Due dipendenti furono aggrediti, uno fu ferito con colpi d’arma da fuoco. Sul posto furono ritrovati tre bossoli ed un proiettile inesploso calibro 6,35, delle ciabatte in plastica di colore bianco e nero ed un copricapo.
Dopo meno di due mesi di indagini, dirette dal sostituto procuratore Enrico Bruschi e condotte dalla Squadra Mobile di Taranto, questa mattina sono scattati gli arresti. Cinque le misure cautelari firmate dal giudice per le indagini preliminari (gip) del Tribunale di Taranto Giuseppe Tommasino che hanno colpito persone residenti nei quartieri Tramontone e Paolo VI.
Tutti sono ritenuti a vario titolo, gravemente indiziati dei reati di lesioni personali, porto in luogo pubblico di arma da sparo e danneggiamento, con le aggravanti di aver commesso il fatto con armi, per futili motivi ed in più persone.
Nell’immediatezza del fatto i poliziotti sentirono una serie di persone. Il contesto in cui era maturata l’irruzione cominciò a delinearsi. Ad organizzare la “missione” sarebbe stato quello che era ritenuto nella zona una sorta di “giustiziere”, con precedenti. Lo stesso che avrebbe subito “lo sgarro” del rifiuto del panino.
L’indagine si è avvalsa di perquisizioni e sequestri, intercettazioni, immagini registrate dal sistema di videosorveglianza del locale ove gli indagati erano intervenuti. Le riprese video hanno consentito di ricostruire le fasi più significative dell’evento.