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Ilva, anche Melucci scrive all’Anticorruzione

Pubblicato | da Redazione

Anche il sindaco di Taranto scrive all’Anac sul caso Ilva. Nei giorni scorsi all’autorità nazionale anticorruzione si è rivolto il ministro dello Sviluppo Economico Luigi Di Maio, a seguito delle denunce effettuate dal presidente della Regione Puglia Michele Emiliano. Le considerazioni di Rinaldo Melucci, poggiano però su valutazioni diverse, quasi opposte. Melucci, come l’ex ministro Carlo Calenda, al quale politicamente si è avvicinato molto dopo la rottura con il governatore pugliese, manifesta perplessità sul fatto che la richiesta di approfondimenti e verifiche giunga tredici mesi dopo la cessione di Ilva ad AminvestCo. In ogni caso il primo cittadino ionico esprime grande fiducia nell’operato dell’Autorità e chiede di decidere con la massima urgenza a fronte del “diffuso disagio che le decine di migliaia di lavoratori e la comunità ionica tutta vivono”. Ecco il testo integrale della lettera.

“Si apprende da fonti di stampa che, in relazione alla procedura di aggiudicazione ad evidenza pubblica dei compendi aziendali di Ilva Spa in AS, di cui al Decreto del Ministro dello Sviluppo Economico del 5 giugno 2017, la Regione Puglia ha sollevato eccezioni e richieste di approfondimento, sulla base dei quali in queste ore lo stesso Dicastero interessato ha preso l’iniziativa di adire Codesta On.le Autorità.

Il Civico Ente che mi onoro di rappresentare, certamente al pari delle Istituzioni sopra menzionate e dei loro Uffici Tecnici, ha lavorato alacremente sul complesso dossier Ilva negli ultimi tredici mesi, nel tentativo di ricercare un corretto equilibrio tra esigenze industriali, ambientali ed occupazionali, sempre agendo all’interno del perimetro offerto dalle norme richiamabili per la suddetta procedura e di quanto attinente al proprio ruolo amministrativo.

Con la presente, sebbene lasci in qualche modo perplessi che una tale esigenza di coinvolgimento della magistratura giunga dopo tredici lunghi mesi di accesso alla documentazione di rito ed in un momento assai delicato del negoziato sindacale, confidenti che la citata esigenza sia sincera e non derivi da valutazioni esclusivamente politiche, non si intende giudicare l’iniziativa intrapresa, avendo dell’azione dell’Anac la massima fiducia e ogni considerazione di opportunità.

Tuttavia, per il diffuso disagio che le decine di migliaia di lavoratori e la comunità ionica tutta vivono, tra le altre proprio in relazione alla mancanza di indirizzo chiaro da parte delle Istituzioni sulla prospettiva futura dell’importante insediamento industriale e del ciclo delle auspicate opere di bonifica, il Comune di Taranto chiede a Codesta On.le Autorità che alla eventuale istruttoria venga assegnata la più alta priorità. In questa vicenda, come noto, il tempo può implicare veri e propri nocumenti al territorio, alla vita dei cittadini”.

Anche il presidente dei costruttori edili di Confindustria Taranto, Paolo Campagna si associa all’appello del sindaco. “Sei anni di riunioni – si legge in una nota – un dossier di migliaia di pagine, quintali di verbali, patti e accordi raggiunti in interlocuzioni fiume, e in cui tutti i protagonisti di questa vicenda a vario titolo avrebbero potuto sollevare eccezioni, osservazioni e dubbi. Oggi la decisione di trasferire l’incartamento ILVA nelle mani dell’Autorità Anticorruzione e l’intera economia della città rimane ancora una volta sospesa”.

“Abbiamo ascoltato le dichiarazioni del Ministro Di Maio – aggiunge Campagna – e letto le esternazioni del presidente della Regione Puglia, Emiliano, e ci chiediamo ora dove questa opacità millantata ci porterà ed in che tempi, visto l’intervento nella vicenda di un ulteriore soggetto istituzionale che sappiamo tutti non distinguersi per tempestività e celerità. C’è non solo Ilva ma una intera economia che si trova per l’ennesima volta a trattenere il respiro, guardando prima a luglio, ora a settembre, senza capire questa volta le ragioni di questa perdurante apnea. Per tale ragione come Ance e come Sistema Edilizia, ci uniamo alla invocazione del Sindaco e chiediamo al Vice Presidente del Consiglio e Ministro dello Sviluppo Economico e del Lavoro  parole chiare e definitive che ci facciano capire finalmente come e quando si tornerà a decidere”.