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Taranto, addio nave museo V. Veneto. “Meglio pensare al Garibaldi”

Pubblicato | da Michele Tursi

Potrebbe diventare un percorso turistico e storico di grande qualità quello incentrato sui beni della Marina Militare a Taranto.

Con i suoi oltre 100mila visitatori all’anno, il Castello Aragonese è già una consolidata realtà in questo senso. A breve anche l’Arsenale Militare potrebbe diventare una tappa del tour. Un progetto per il recupero a fini culturali e turistici è inserito nel Cis Taranto. Nella Sala a Tracciare dell’Arsenale è già allestita un’area museale con documentazione relative a mezzi storici e lavori effettuati nei bacini di Taranto come, ad esempio, il recupero di Nave Leonardo Da Vinci.

Il terzo elemento di richiamo potrebbe essere costituito da una nave museo. Per anni si è pensato al Vittorio Veneto, ma ormai è trascorso troppo tempo. La bonifica dall’amianto, il recupero e il restauro della nave richiedono risorse ingenti. “Forse sarebbe meglio pensare ad un’altra unità navale. Il Garibaldi ha già 35 anni e tra un po’ ultimerà il suo servizio. E’ una nave splendida, negli anni è stata trattata e sarebbe subito disponibile. Ha un hangar fantastico che si presta benissimo per mostre e attività culturali”.

Per ora è solo un’idea lanciata dall’Ammiraglio di Divisione Salvatore Vitiello rispondendo ad una domanda de “laRinghiera” durante la sua prima conferenza stampa in qualità di nuovo comandante del Dipartimento Marittimo Sud svoltasi nel Castello Aragonese.

La disponibilità della Marina Militare c’è, ora tocca agli Enti locali e al territorio ionico non farsi trovare impreparati ed evitare di cincischiare invano per anni come accaduto per il Vittorio Veneto, rispetto al quale il comandante Vitiello ha risposto a quanto dichiarato nelle scorse settimane dal Commissario per le Bonifiche Vera Corbelli. “Non c’è nessun allarme – ha detto – è una nave fatta con lamiere solide e spesse. E’ ovvio che una decisione dovremo prenderla, non potremo tenerla così a vita. Anche altre navi sono state smantellate e potrebbe toccare pure al “V. Veneto. Da parte nostra c’è sempre stata buona volontà. La Marina Militare mette a disposizione il mezzo, ma ci deve essere qualcuno che realizza gli interventi necessari’.

All’incontro con i giornalisti hanno partecipato anche il C.F. Antonio Tasca e l’Ammiraglio Francesco Ricci, curatore del Castello Aragonese al quale il comandante Vitiello ha rivolto il suo saluto e il ringraziamento per l’attività di recupero e valorizzazione dell’antico maniero. Dal 2005, quando sono iniziate le visite guidate a cura della Marina Militare, a tutto il 2017 sono circa 750mila i visitatori ospitati nelle splendide sale del Castello, con un’ottima percentuale di stranieri e italiani provenienti da altre città e regioni. Un’attività di cui la Marina Militare va fiera e che proseguirà con altri lavori di restauro grazie anche ai contributi dell’associazione onlus Amici del Castello Aragonese. Ecco le parole degli ammiragli Ricci e Vitiello.