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Quel 24 novembre del ’46 in cui Taranto si ritrovò nei seggi
Una per una, volto per volto, voto per voto, seggio dopo seggio. La storia repubblicana di Taranto porta anche il ritmo delle elezioni municipali, dal proporzionale al maggioritario che nel ’93, a Taranto come in Italia, scompaginò i manuali della partecipazione e del consenso.
Giuseppe Stea, che di questa storia municipale è autore di una articolata e puntuale collana saggistica, racconterà sulla Ringhiera, ogni settimana, le tappe di un cammino democratico che comincia il 24 novembre 1946 e che la prossima primavera culminerà nelle elezioni amministrative 2017.
Una storia da leggere…
(parte 1)
Dopo il 2 giugno che ha reso l’Italia una Repubblica, a Taranto le elezioni amministrative vengono fissate per il 24 novembre.
Per la prima volta nella storia d’Italia anche nelle elezioni amministrative voteranno le donne.
Come si organizzano le forze politiche per questo appuntamento storico ?
Partito repubblicano, Partito d’Azione, Partito socialista e Partito Comunista si presentano uniti come “Blocco Popolare Repubblicano” ed il 4 novembre aprono la campagna elettorale con un comizio a Piazza della Vittoria: Cesare Giulio Fella (PRI), Francesco Facilla (PSIUP), Odoardo Voccoli (PCI), Fernando Schiavetti (Pd’A) sono gli oratori.
Nei giorni successivi, per il “Blocco Popolare Repubblicano”, si succederanno Pietro Secchia, Gino Moscatelli, Aristodemo De Angelis del PCI, Gino Luzzatto del PSIUP, Aurelio Marchi del Partito d’Azione. La campagna elettorale del Blocco Popolare sarà conclusa dal socialista Giuseppe Romita, Ministro dei Lavori Pubblici, in Piazza della Vittoria, dove viene presentato dal socialista Pompeo Lorea.
Per l’Uomo Qualunque l’apertura della campagna elettorale è affidata a Salvatore Matricolo, mentre il 18 novembre è il leader nazionale, Guglielmo Giannini, a chiuderla con un comizio a Piazza della Vittoria.
A Piazza Carmine Mario Berry, insieme a Salvatore Picciarelli, apre la campagna per la DC, per la quale parleranno in seguito anche i parlamentari Ferdinando Storchi e Giuseppe Bettiol.
I liberali scelgono invece Piazza Fontana per i loro comizi, tenuti da Teodoro Basile ed Antonio Fallone.
Il 23 novembre il “Corriere jonico” titolava in maniera truculenta: “La Democrazia è in pericolo! Votate la lista dello Scudo Crociato che vi salva da ogni dittatura”.
Ma i tarantini non si fanno intimorire e votano secondo il loro convincimento.
Questo il risultato uscito dalle urne.
TARAS Voti 2.734 % 5.5
BLOCCO POPOLARE REPUBBLICANO Voti 29.685 %60.2
UOMO QUALUNQUE Voti 12.448 %25.2
DEMOCRAZIA CRISTIANA Voti 4.495 %9.1
(Elezioni amministrative – 24 novembre 1946 – Fonte: Ministero dell’Interno)
I partiti del “Blocco Popolare Repubblicano” ottengono una significativa vittoria, mentre la Democrazia Cristiana viene superata abbondantemente dalla lista dell’Uomo Qualunque, che è riuscita a catalizzare la maggioranza del voto moderato; deludente il risultato della lista TARAS, in cui sono presenti i liberali.
Il “Blocco Popolare Repubblicano” festeggia il successo con una manifestazione per le vie della Città che si conclude in Piazza Municipio dove prendono la parola Giovanni De Siati per il PSIUP, Odoardo Voccoli per il PCI, Valenti per il Pd’A e De Sanctis per il PRI. A conclusione vengono sparati anche i fuochi d’artificio.
In Consiglio comunale entrano per il Gruppo “BLOCCO POPOLARE REPUBBLICANO”: VOCCOLI Odoardo, AMMENTI Mariano, BALSAMINO Domenico, BORELLA Francesco, CAFFIO Pasquale, CAPOZZI Ubaldo, DE FALCO Nicola, QUARATINO Ave, DI DONNA Carlo, DE VALERIIS Davide, INVERSI Felice, INTELLIGENTE Augusto, CORSI Luigi, GUARINO Giuseppe, DE VINCENTIIS Albino, RUTIGLIANO Ettore, DE SIATI Giovanni, PIGNATALE Francesco, FELLA Giulio Cesare, LEONE Pompeo, ROMANAZZI Cataldo, SCHITO Emilia, DE SANCTIS Luigi, ROTUNDO Petito, QUARATINO Giovanni, FACILLA Francesco, LACERENZA Arcangelo, COLIZZI Ernesto, ORTOLANI Francesco, TAORMINA Francesco, DENARO Giuseppe.
Per il Gruppo “UOMO QUALUNQUE”: CARAMIA Pasquale, FULLONE Francesco, BERARDI Ernesto, SANTILIO Luigi, BARATTO Giuseppe, PAPPACENA Nicola, LENTINI Giuseppe, COSPITO Leonardo, AGO Giovanni, FAGO Augusto, POLITO Pietro, CLEMENTE Nicola, PEPE Alfredo.
Per il Gruppo “Democrazia Cristiana”: GENTILE Arturo, DE PACE Angelo, GALASSO Gaetano, ACQUAVIVA Cosimo
Per il Gruppo “TARAS”: DI PALMA Silvio, MAZZILLI Domenico.

Il 14 dicembre del 1946 viene convocato il Consiglio comunale eletto: Odoardo Voccoli, che ha ottenuto un indubbio successo personale con 8.556 preferenze, viene eletto Sindaco di Taranto al primo scrutinio: il primo Sindaco eletto dopo la caduta del fascismo e della monarchia è un comunista.
Ma non manca qualche sorpresa nel corso della seduta; Odoardo Voccoli, che presiede la seduta, annuncia le dimissioni del consigliere Mariano Ammenti per ragioni di salute e dà per scontato che a subentrargli debba essere il primo dei non eletti della stessa lista; non è dello stesso parere Nicola Pappacena, consigliere dell’Uomo Qualunque, il quale ritiene che tale sostituzione non è prevista dalle leggi vigenti ed annuncia il ricorso contro la decisione della maggioranza di procedere alla sostituzione con Aurelio Marchi, che sarà eletto anche assessore.
Il suo ricorso alla Giunta Provinciale Amministrativa sarà accolto e la maggioranza si ritroverà con un consigliere in meno.
A conclusione dei lavori il Consiglio comunale decide di inviare un telegramma di saluto al Presidente della Repubblica, Enrico De Nicola.
La storia della Democrazia Repubblicana comincia a dipanarsi.
Il Sindaco e la Giunta composta dal Vice Sindaco DE SIATI Giovanni, dagli Assessori effettivi CAFFIO Pasquale, DE SANCTIS Luigi, DE VINCENTIIS Albino, DI DONNA Carlo, FACILLA Francesco, FELLA Giulio Cesare, GUARINO Giuseppe, MARCHI Aurelio, QUARATINO Ave e dagli Assessori supplenti LEONE Pompeo, RUTIGLIANO Ettore, si mettono quindi al lavoro.
Nella Giunta è presente, per la prima volta dall’Unità d’Italia, anche una donna: è la comunista Ave Quaratino.