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Dialoghi sulla crisi, professionisti e imprenditori a convegno su come uscirne. Insieme

Pubblicato | da Redazione

Non ci era mai capitato di assistere ad un confronto aperto tra uno studio professionale e i suoi clienti. Probabilmente non è il primo, certamente non sarà l’ultimo.

Ma l’aria che si respirava un paio di settimane fa nella sala riunioni di un albergo tarantino, sulla costa est del litorale ionico, era di quelle che fanno pensare che tra crisi e opportunità il salto non sia poi così arduo. Lo studio Rizzo, ad esempio, ha convocato all’ora di pranzo tutti i suoi clienti (ma  anche amici e imprenditori vari). S’è trattato di mettere a fuoco quello che accade, le ragioni per le quali sta accadendo, i tempi di ripresa e soprattutto rispondere alla domanda delle domande: come uscirne.

Da cosa? Ma dalla crisi, naturalmente. Chi dice che volge al termine, chi prospetta tempi peggiori, chi si inchioda al “giorno per giorno” che tradotto diventa  “tirare a campare”… tutti hanno ormai una loro idea di questa fase critica e duratura. E vai con Score Bancario, Anatocismo, Usura e Atti impositivi, Comunicazione efficace, Internazionalizzazione… focalizzando guai, distorsioni, propensioni, consuetudini e proponendo percorsi per venire a capo di qualsiasi matassa burocratica, finanziaria, economica, giornaliera o periodica che sia. La crisi ha tanti colori e mille facce diverse.

“Il convegno è dedicato all’imprenditore e alle nuove opportunità offerte dal mercato, spesso estranee alla abituale gestione aziendale, fondamentali per la sopravvivenza dell’azienda in considerazione della difficile situazione economica che affligge l’economia del nostro territorio”. Questa la cifra esatta di un incontro sostenuto fuori dai denti ma col sorriso di chi intende rialzarsi. E se un recente studio inglese parla dell’Italia come di una “nazione finita”, Fabio Rizzo, Francesca Barbi, Simona Grassi, Emanuele Zecca e Pino Marangi analizzano l’esistente e  sussurrano all’orecchio di chi vuole ascoltare soluzioni contro alcune delle patologie individuate dalla Camera di Commercio (rapporto 2015) nel tessuto connettivo tarantino: rigidità economica attribuita all’isolamento internazionale delle imprese locali, sofferenze bancarie  e comportamento errato o consolidato dell’imprenditore.  Strada nuova in costruendo, dunque. La supertassazione del lavoro, le maglie fitte della burocrazia e la corruzione restano sullo sfondo. Non vanno negate ma non siano alibi per sempre.

Un’altra strada è possibile. Ecco perché assistere ad un convegno “professionista-cliente” colpisce. Getta le fondamenta di un rinnovato dialogo sulle cose da fare. “Non è possibile ragionare come dieci anni fa, il mondo è cambiato. E chi ragiona con i vecchi schemi è fuori dal mondo”.

Fabio Rizzo