AdolescenDay, gran finale con Ivan Cotroneo all’Orfeo di Taranto

La manifestazione AdolescenDay ha animato nel weekend l’Istituto Salesiano “Don Bosco” che è stato preso d’assalto da centinaia di giovani che sono stati protagonisti della loro vita, esprimendosi una volta tanto in assoluta libertà, senza imposizioni e vincoli.


Un grande palco per le esibizioni delle band, l’esibizione di droni, postazioni con videogiochi, aule per i workshop di grafica e disegno di cartoon: è stata un’autentica esplosione di entusiasmo, di gioia di vivere e vitalità, con gli adolescenti che hanno potuto esprimersi liberamente nelle loro grandi passioni: il web, la musica, i videogiochi, il cosplayer, lo sport e i cartoon…



Domani, martedì 17 maggio, alle ore 17.00 al Teatro Orfeo di Taranto AdolescenDay vivrà il suo momento finale, con la proiezione del film-cult “Un bacio” (biglietto: 3 € studenti – 5 € adulti); in sala sarà presente il regista Ivan Cotroneo, autore dell’omonimo best seller da cui è tratto il film, che dialogherà con il pubblico.

Nell’occasione, inoltre, saranno premiati i tre studenti vincitori del contest di poesia, grafica e fotografia “#UnBacio – #LAmiciziaTiSalva”, i cui gli elaborati sono stati votati dal pubblico durante il weekend, con soggiorni messi a disposizione dall’agenzia viaggi “JoAn Tour” di Taranto.

Nel film “Un Bacio” Ivan Cotroneo affronta con coraggio il tema dell‘omofobia e del bullismo nel mondo degli adolescenti: è la storia di Blu, Lorenzo e Antonio, tre sedicenni uniti da un legame affettuoso, a volte contraddittorio e confuso. I tre ragazzi sono vittime degli altri e di se stessi, e in tutto il film cercheranno di fare la “cosa giusta“, senza però riuscirci, anche se, come dice Blu nel finale, «bastava poco».


Il film sfata l’idea diffusa che a un ragazzo con problemi corrisponda sempre un genitore disattento: «Non è così – ha detto Ivan Cotroneo – e i ragazzi sanno di poter sempre contare sui loro genitori: quando ho chiesto loro con chi avrebbero voluto vedere “Un bacio” hanno messo al primo posto gli amici, ma già al secondo c’erano i genitori».

«Ma spesso da sole le famiglie – ha sottolineato Mara Romandini, project manager di AdolesceDay – non riescono a proteggere i figli, mentre in questo un ruolo fondamentale spetta alla scuola: lì si dovrebbero affrontare i temi fondamentali per la crescita, cosa che non accade. Molti insegnanti si limitano a istruire, quando dovrebbero formare. Lo vediamo nei nostri incontri, i ragazzi hanno bisogno di confrontarsi con gli adulti».


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