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Clooney sequestrato in diretta tv, il thriller concentrico di Jodie Foster

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CANNES – Altri lupi di Wall Street. Quelli della finanza spettacolo con le mani nelle tasche dei risparmiatori in cerca di facili guadagni.

Quelli di cui le cronache, anche italiane, sanno ben qualcosa… In scena c’è Lee Gates, alias George Clooney, un conduttore televisivo esperto di alta finanza, esuberante guru degli investimenti per il popolo bue, che lo ama e lo segue ad occhi chiusi. Lo segue anche quando raccomanda fortemente un investimento a cinque stelle, che in realtà si rivela farlocco e manda in fumo qualcosa tipo 800 milioni di dollari della povera gente… Il suo programma si chiama “Money Monster”, come il film di Jodie Foster visto in questi giorni fuori concorso a Cannes 69, e in programma anche a Taranto, al Cinema Orfeo. Un thriller concentrico, chiuso per buona parte tra le telecamere dello studio televisivo in cui dà spettacolo di sé Lee Gates. In realtà la diretta televisiva diventa lo spettacolo del suo sequestro per mano di un poveraccio, il giovane fattorino Kyle Budwell, che sul suo consiglio ha puntato ogni suo risparmio e ora si trova senza un dollaro in tasca e con una fidanzata incinta cui provvedere. Il ragazzo gli fa indossare un giubbotto esplosivo, impugna il detonatore e in diretta tv gli chiede ragione di quell’investimento sbagliato e dei soldi che ha perso. In regia Patty, interpretata da una netta e convincente Julia Roberts, cerca di guadagnare tempo, costretta a tenere in diretta lo show, mentre la polizia arriva e tutto è sempre in bilico sul trasformarsi in tragedia.

Alta tensione per un film che Jodie Foster governa con precisione e intelligenza: l’attenzione è tutta per il duetto tra il conduttore e il sequestratore, ma lo sguardo critico della regista è riservato al cerchio magico dei telespettatori, che seguono il dramma in corso prima con indifferenza e poi con senso avvincente dello spettacolo. La cosa che colpisce è che nessuno percepisca davvero la gravità della situazione, tutto è uno spettacolo in cui la vita non conta nulla. Non c’è umanità in questo mondo, la pietà come la paura sono fuori scena, le telecamere si accendono a comando, il sangue scorre senza macchiare la coscienza di nessuno. Il film si fa carico di raccontare il tutto con eleganza, dinamismo, approfondimento psicologico e concretezza finanziaria. George Clooney è la solita garanzia di simpatia un po’ furba, tanto più qui che gioca sulla compiacente empatia di un personaggio scritto su misura per lui.