Sul Pezzo
Una “birra” o un “caffè”, così compravano eroina e cocaina
La “birra” indicava l’eroina, il caffè la cocaina. Così pensavano di eludere i controlli delle forze dell’ordine, ma dopo quasi due anni di indagini i carabinieri della Compagnia di Castellaneta e della stazione di Palagianello hanno posto fine ad un traffico di droga tra Taranto e il versante occidentale della provincia ionica.
Alle prime ore di oggi è scattato il blitz che ha visto impegnati anche i militari di Taranto e Massafra con il supporto di unità cinofile antidroga e antiesplosivo del Nucleo Carabinieri di Modugno. Quattro le misure cautelari eseguite: tre in carcere, una agli arresti domiciliari. I provvedimenti sono stati emessi dal Gip del Tribunale di Taranto Giuseppe Tommasino, su richiesta del sostituto procuratore Filomena Di Tursi.
Le indagini avviate nel 2016, hanno fatto luce su un traffico di droga tra Taranto, Palagianello e Mottola. Servizi di controllo, pedinamenti, sopralluoghi, intercettazioni telefoniche e ambientali hanno portato alla luce l’attività di due distinti gruppi criminali collegati fra loro ed operanti a Taranto e Palagianello. Le organizzazioni gestivano lo spaccio di sostanze stupefacenti. I rifornimenti di droga arrivavano da Taranto, la vendita avveniva sulla piazza di Palagianello e Mottola.
A Rotondo sono stati contestati anche i reati di detenzione e porto illegale di un fucile e il furto aggravato di gasolio continuato, sottratto dal serbatoio di alcune macchine operatrici in sosta all’interno di un cantiere di Palagianello, gestito da un’azienda di Mottola. Nel corso delle perquisizioni effettuate durante gli arresti, in un deposito sono state rinvenute e sequestrate 28 cartucce calibro 12 detenute illegalmente sempre da Rotondo, l’unico che si trova ai domiciliari. Gli altri arrestati sono stati rinchiusi nella casa circondariale di Taranto.