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UilTrasporti: ecco cosa non funziona all’Amat

Pubblicato | da Redazione

“Il programma di esercizio è assicurato con grandi difficoltà, facendo ricorso anche in misura abnorme a prestazioni straordinarie su autobus vetusti e su strade ridotte ormai ad un colabrodo”.

Lo scrive Carmelo Sasso, segretario generale della UilTrasporti di Taranto, intervenendo sui rapporti con l’azienda di trasporto urbano Amat. Il sindacalista respinge la logica che attribuisce “responsabilità per i disservizi, alle assenze dei lavoratori dovute a malattie o permessi, questi regolamentati da leggi dello Stato”.

Sasso ricorda che “lo scorso 21 giugno la Uiltrasporti, si permise di segnalare con documento sindacale avente per oggetto carenze in organico del personale di guida, sia al Cda dell’Amat che alla direzione generale, le difficoltà quotidiane che gli operatori d’esercizio incontrano. Agli innumerevoli disagi creati dalla eliminazione di corsie preferenziali e non ultime le deviazioni per la movida estiva che non pochi disagi sta creando. Neppure l’innalzamento della media oraria giornaliera in capo ad ogni operatore d’esercizio a seguito dell’accordo sulla produzione
chilometrica del 2013 che vede oggi l’operatore d’esercizio impiegato alla guida con turni di 7 ore di media (con turni che toccano anche le 7:30) rispetto ai 6,30 previsto dal ccnl, ha alleggerito e compensato la carenza di personale di guida”.

Un’ulteriore sollecitazione del sindacato è stata effettuata trenta giorni dopo. ” Duole oltre che preoccupa – scrive Sasso – il fatto che la scrivente non abbia ad oggi ricevuto risposta alcuna. Ci rallegrerebbe il tutto esaurito di ferragosto sulle motonavi prontamente sbandierato sulla stampa, ma per noi non ci sarà nulla da festeggiare, finché il vero tutto esaurito cui si continua ad assistere quotidianamente è quello degli operatori di esercizio oltre che dei bus tuttora del tutto insufficienti a garantire il servizio non finirà. A settembre le motonavi torneranno a riposare in porto per lo più a costituire semplicemente un costo, proprio mentre ci saranno da fornire ai nostri bambini e ragazzi i servizi scolastici. A dicembre poi tireremo le somme e vedremo quante migliaia di km non sia stata Amat in grado di effettuare e quanti contributi pubblici dovranno essere resi a Bari per le mancate percorrenze. Valuteremo poi tra un triennio quanto, questa cronica incapacità di saturare la quota dei servizi assegnati dal Piano Regionale influirà in termini di rideterminazione dei fabbisogni e dei relativi servizi minimi”. Il segretario generale della UilTrasporti si dichiara disponibile “ad incontrare Amat anche ad agosto, finanche sulla motonave se occorresse”. E aggiunge “qualora l’Azienda sia troppo impegnata in quel rilancio che ad essere onesti rileviamo esclusivamente dalla stampa, per rispondere alle semplici istanze sindacali ci verrebbe di consigliare di chiedere l’aiuto di un tecnico esterno.  Tra le tante e onerose consulenze esterne di cui Amat fa un uso massiccio e sempre crescente (i cui costi si evincono dal sito internet aziendale) e che sicuramente contribuiranno un giorno al miglioramento dell’organizzazione aziendale, ci sentiamo di consigliarne una specifica in relazioni sindacali”.