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Traffico di rifiuti, revocato il sequestro di Ilva, ex Cementir, Enel Brindisi

Pubblicato | da Redazione

(tutti assolti – ottobre 2022)
La Procura di Lecce ha revocato il sequestro della Cementir Italia di Taranto (ora Cemitaly), di una parte dell’Ilva e della centrale Enel di Brindisi, oltre a 523 milioni di euro ritenuti ingiusto profitto dell’Enel.

Il sequestro preventivo fu eseguito il 28 settembre 2017 nell’ambito dell’operazione denominata “araba fenice”. Secondo gli investigatori Enel avrebbe venduto le ceneri a Ilva e Cemitaly invece di smaltirle, ricavandone un ingiusto profitto.

Le tesi dell’accusa sono state ribaltate a seguito della perizia disposta dal Tribunale di Lecce nell’ambito dell’incidente probatorio celebrato nei mesi scorsi su richiesta della Procura. Secondo i periti le ceneri della centrale Enel di Brindisi e la loppa (scorie liquide) dell’Ilva di Taranto possono essere utilizzate nella produzione di cemento. Nell’inchiesta dei magistrati salentini sono indagate 31 persone. Nei loro confronti si ipotizzano i reati di traffico illecito di rifiuti e attività di gestione dei rifiuti non autorizzata in relazione alla vendita di ceneri e loppa d’altoforno da parte di Enel e Ilva alla Cementir per produrre cemento.