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Ilva, da Taranto un appello: Di Maio ci convochi entro Ferragosto

Pubblicato | da Redazione

Lunedì scorso sull’Ilva si è consumato uno strappo in salsa tarantina. Mentre a Roma si svolgeva una riunione convocata dal ministro allo Sviluppo economico Luigi Di Maio, a  Palazzo di città il sindaco Rinaldo Melucci, insieme ai colleghi di Statte e Montemesola, al presidente della Provincia, al presidente della Confindustria ionica ed ai rappresentati di Cgil, Uil e Confsal, spiegavano perchè avessero deciso di non partecipare al vertice nella capitale. Quella posizione, ora, è racchiusa in un documento (che pubblichiamo integralmente di seguito, ndr) indirizzato al vicepremier. In calce al testo inviato alla stampa, però, non c’è alcuna sigla, nè alcuna firma, ma una formula inusuale e bizzarra: “Firmato gli Enti ed Organizzazioni locali presenti alla conferenza stampa del 30 luglio scorso a Taranto”. Ecco il testo.

“Gli Amministratori democraticamente eletti, le Parti Sociali largamente ed autenticamente rappresentative della comunità ionica tutta, chiedono quanto segue al Governo Conte e al Ministro Di Maio in relazione alla vicenda Ilva. In considerazione dello scarso tempo ormai disponibile per la tenuta dell’azienda e soprattutto per la sicurezza degli impianti, noi chiediamo di ricevere al più presto una voce univoca, inequivocabile, definitiva sul rilancio e l’ambientalizzazione del polo siderurgico tarantino. Ne va della credibilità dell’intero Paese.

Nel contempo, chiediamo al Governo di riattivare con urgenza i lavori del tavolo Cis e dare ogni più concreto impulso al ciclo delle programmate bonifiche del nostro territorio. In conseguenza di quanto sopra, chiediamo al Ministro Di Maio di confrontarsi seriamente e senza pregiudizi con i cittadini tarantini e le loro Istituzioni, non solo con raggruppamenti di comodo, gli chiediamo il coraggio di visitare Taranto, troverà gente di buona volontà, desiderosa di futuro, questa è la vera trasparenza.

Noi riteniamo che tutto si possa migliorare e che si debba continuare l’opera di moderna e corretta ricostruzione dei ruoli e delle relazioni tra territorio e grande industria, ma occorre ripartire in fretta, o ogni ulteriore slittamento delle misure e tecnologie in tema ambientale penalizzerà soltanto i tarantini, soprattutto le categorie già ampiamente esposte e il grande indotto.

Dunque, noi riteniamo che, al netto di eventuali rapidi e pertinenti approfondimenti del Ministero dell’Ambiente e degli altri organismi deputati, le proposte del Gruppo Mittal sintetizzino un duro lavoro svolto con tutti i portatori di interesse rilevanti e rappresentino quanto meno un buon punto di partenza, uno scenario economicamente e tecnicamente praticabile, un equilibrio con le esigenze della comunità che non si era mai visto nella storia più che cinquantennale di Ilva a Taranto. Altre considerazioni ascoltate in questi giorni sono del tutto sganciate dalla realtà, dal nostro punto di vista non mirano a dare sollievo e futuro a Taranto, contribuiscono solo al clima di confusione e discredito delle Istituzioni.

E ove il Ministro ritenesse insormontabili taluni assetti formali della procedura, come già fatto nelle ultime settimane, torniamo a proporgli di recuperare la bozza di intesa tra le parti, che attraverso opportune implementazioni può tendere a rafforzare i poteri di controllo ed intervento di Amministratori o Prefetto, al fine di bilanciare gli effetti della immunità penale.

In ultimo, chiediamo al Ministro Di Maio di riconvocare senza nuovi indugi il tavolo del negoziato sindacale, solo i lavoratori ed i loro rappresentanti possono fornire le migliori interpretazioni delle problematiche di Ilva e, liberi da ogni influenza politica, possono valutare adeguatamente l’approccio e gli sforzi dell’investitore.

Noi abbiamo sempre massima stima e fiducia nella magistratura, ma chiediamo a tutti di non abusare e strumentalizzare l’intervento di altri organi dello Stato, rispetto ad una vicenda già molto complessa, declinata all’infinito, che rischia di diventare una condanna per un’intero territorio. C’è un interesse pubblico molto alto che va tutelato. Non si può differire ancora la scelta, trincerandosi dietro procedure burocratiche e polemiche politiche. La vita e la salute dei tarantini non può attendere. Sarebbe per noi tutti assai positivo se il Ministro desse segno di voler assecondare queste richieste odierne entro la ricorrenza del Ferragosto.

F.to
Gli Enti ed Organizzazioni locali presenti alla conferenza stampa del 30 luglio scorso a Taranto”