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Tentato omicidio al SS.Annunziata

Pubblicato | da Redazione

Sarebbe potuto accadere a chiunque. Quell’uomo non doveva essere lì. Invece l’altra sera entrava ed usciva dalle stanze delle visite del Pronto Soccorso, ha colpito indisturbato e ha lasciato in fretta l’ospedale dopo aver trascinato un’aziana signora al confine tra la vita e la morte, avendola colpita con ferocia inaudita, perforandole il cranio con un cacciavite.

Questa la dinamica dei fatti del Ss.Annunziata, resa stamani dai vertici della Questura ionica che hanno risolto il caso in poche ore e che adesso, come tutti, sperano che la signora possa farcela.

“Un horror di 7 minuti” ha commentato (video) il questore Stanislao Schimera, affiancato da  agenti e dirigenti (Pagano ha ricostruito minuziosamente i fatti).

Nel video che riproduciamo, l’uomo con la maglietta gialla è inquadrato dalle telecamere del circuito interno dell’ospedale. Ad un certo punto, si alza di scatto, infila la mano sinistra in tasca, dopo aver simulato (ancora seduto e piegato sul fianco sinistro) il gesto dell’accoltellamento, passa accanto ad una signora e raggiunge (il video qua viene interrotto..) una stanza dove colpirà senza pietà una signora, in attesa di visita, il cui figlio si era recato in bagno.

Poteva capitare a chiunque. Questa l’angoscia ulteriore che adesso si sta trasformando in polemica. L’Asl è infatti chiamata, da più parti, a fornire chiarimenti su cosa non abbia eventualmente  funzionato nel sistema di vigilanza e, quindi, come mai un uomo possa liberamente accedere nei luoghi dove chi richiede soccorso è in attesa del medico o sta smaltendo le prime cure ricevute.

Un uomo controverso, G.M., stando alle prime notizie ufficiali. Da ieri è ritenuto autore del tentato omicidio della signora Adriana Dursi, 74 anni. Già noto alle forze dell’ordine, non sarebbe la prima volta che M. usa il cacciavite (una denuncia del 2008,  a firma della moglie, citerebbe altro episodio) e pare si recasse di tanto in tanto al pronto soccorso per denunciare presunte aggresioni subite.. chissa forse allo scopo di tentare la carte di indennizzi?…. Si chiedono gli inquirenti.

Ieri, però, non ha denunciato alcuna aggressione Forse aveva chiesto una visita.. ma non l’ha ricevuta.. L’avrebbe perpetrata lui stesso, l’aggressione. E senza un vero perchè, ai danni di una signora colpevole di essere in una stanza del pronto soccorso tarantino nel momento sbagliato.

LA RICOSTRUZIONE UFFICIALE DELLA QUESTURA

“Nella tarda serata di ieri, gli agenti  dalla Squadra Mobile ha dato esecuzione al provvedimento di fermo emesso dalla Procura della Repubblica di Taranto nei confronti di M. G. di 42 anni,di Taranto, pregiudicato, gravemente indiziato per tentato omicidio aggravato e porto in luogo pubblico di strumenti atti ad offendere.

L’attività di indagine, condotta in relazione alle lesioni gravissime riportate  ieri da una anziana donna di 73 anni  mentre si trovava sotto osservazione presso il pronto Soccorso dell’Ospedale SS.ma Annunziata di Taranto, ha consentito di acquisire gravi elementi a carico del fermato, ritenuto responsabile di aver compiuto atti diretti in modo non equivoco a cagionare la morte della predetta donna, colpendola  alla tempia destra e conficcandole in profondità nel cranio un oggetto contundente sottile e acuminato provocandole così un vastissimo ematoma cranico, con l’aggravante di avere approfittato di circostanze di tempo, luogo e persona, in relazione all’età avanzata e allo stato patologico della vittima.

La fase della violenta aggressione alla donna la si è di fatto ricavata dalla visione di alcune telecamere presenti all’interno della struttura, che hanno consentito di ricostruire seppure solo in parte gli spostamenti del fermato, ma che una volta messi in strettissima correlazione logico-temporale con gli eventi ricostruiti mediante le dichiarazioni rese da alcuni persone presenti nelle immediate vicinanze della stanza ove giaceva la vittima, hanno consentito in ultimo di addebitare al predetto la responsabilità per l’avvenuta aggressione.

L’uomo, disteso su un fianco in una delle salette di attesa, dopo essersi improvvisamente svegliato, e dopo aver mimato ripetutamente il gesto di colpire con violenza qualcuno, è  uscito velocemente dalla stanza in cui si trovava, con la mano sinistra nella tasca del suo gilet  (la medesima tasca dove si è potuto ricostruire era solito occultare un cacciavite), portandosi all’interno della sala, poco distante, in cui giaceva la donna,  e dalla quale poi, rapidamente  si è allontanato per recarsi presso la saletta del triage  e raggiungere  poi l’uscita del Pronto Soccorso, allontanandosi definitivamente.

In ordine all’utilizzo di un “cacciavite” usato nell l’aggressione, la ricerca di atti contenuti nel fascicolo personale dell’indagato ha consentito di rinvenire una traccia storica certa al riguardo, avendo la moglie di quest’ultimo sporto,  nel 2008, una querela in cui rappresentava di avere subìto proprio dal marito un’aggressione con un cacciavite.

Indosso al fermato sono stati  anche ritrovati una serie di documenti, da lui gelosamente custoditi in tasca, relativi  a precedenti denunce nei confronti di una pluralità di persone, per asserite aggressioni e minacce subite, ed in relazione alle stesse, una serie di schede di accesso al Pronto Soccorso dell’Ospedale di Taranto, ove il medesimo si recava allo scopo di farsi refertare.

A formalità espletate, il fermato è stato condotto presso la locale casa circondariale, rimanendovi a disposizione dell’A.G. procedente”.