Pronto soccorso SS. Annunziata, un inferno per utenti e personale

Pronto soccorso SS. Annunziata, un inferno per utenti e personale

Il caso della donna ridotta in fin di vita in una saletta del pronto soccorso del SS. Annunziata, è stato brillantemente risolto dagli agenti della squadra mobile di Taranto che hanno assicurato alla giustizia il presunto aggressore. L’episodio, però, si porta dietro una scia di interrogativi e di dubbi sull’efficacia delle misure adottate per garantire la sicurezza del personale e dell’utenza nelle strutture sanitarie. Nel caso specifico dell’anziana donna aggredita, c’è da chiedersi, ad esempio, come mai l’uomo si trovasse in una zona il cui accesso è vietato al pubblico? Perchè non c’era nessuno a vigilare sul rispetto di queste elementari norme? Il personale sanitario compie autentici miracoli per assistere l’utenza in un pronto soccorso rimasto l’unico in città ed uno dei pochi dell’intera provincia, dopo la contestata “razionalizzazione” messa in atto dall’Asl. Una razionalizzazione che presenta gravi lacune ed espone medici, paramedici e la stessa utenza a gravi pericoli. Certo, il gesto di un folle non si può prevedere, ma ormai è evidente ed improrogabile la necessità di rivedere e migliorare l’organizzazione dei servizi sanitari.


L’argomento finirà all’attenzione del ministro dell’Interno al quale l’on. Ludovico Vico (Pd) rivolgerà un’interrogazione parlamentare. “Il reparto di Pronto Soccorso – evidenzia – è una vera zona di frontiera e spesso è teatro di violenze anche ai danni degli stessi operatori sanitari. Quello del Santissima Annunziata di Taranto, da fonti ufficiali, è un reparto che conta in media 250 accessi al giorno, servendo un bacino di utenza di circa 300mila persone. Ciò accade a causa della decisione da parte dell’Asl di Taranto, in accordo con l’assessorato regionale alla Sanità regionale, di chiudere il Pronto Soccorso del Moscati di Statte e del San Marco di Grottaglie. A quanto dato sapere la sicurezza del SS Annunziata, può contare su un sistema di videosorveglianza interno, di un vigilante armato notturno e della presenza di un posto di Polizia dalle 8:00 alle 20:00; dopodiché, in caso di necessità, interviene la volante presente in zona. In detta circostanza, la telecamera posta nella stanza della donna aggredita era l’unica non funzionante. Solo grazie alla solerzia e alla professionalità degli investigatori, è stato possibile individuare il colpevole in meno di 24 ore”.



“Purtroppo – rileva ancora il deputato del Pd – a causa della carenza di personale, il Commissiariato di Polizia Taranto Borgo, può contare su sole 16 unità operative, invece delle 34 previste. Ciò evidenzia la necessità di avere sistemi di sorveglianza più efficaci a tutela di pazienti e operatori. Ed è per questo che chiederò al Ministro dell’Interno, quali iniziative intenda assumere al fine di predisporre la presenza di uno specifico posto di polizia h24 all’interno del reparto di Pronto Soccorso ell’Ospedale Santissima Annunziata di Taranto. Se è vero, come dichiarato dal direttore generale dell’Asl di Taranto Stefano Rossi, che l’accaduto avrebbe potuto verificarsi in qualunque altro luogo, pubblico o privato – conclude Vico – è altresì vero che, in questo caso, è avvenuto all’interno di un luogo in cui ci si dovrebbe prendere cura della persona, anche attraverso la garanzia di una condizione di sicurezza, che evidentemente il direttore generale ha fortemente sottovalutato. Quello avvenuto ieri, infatti, rappresenta sì il caso più grave verificatosi fino ad ora, ma il Santissima Annunziata non è nuovo ad episodi di violenza ai danni soprattutto del personale medico ed infermieristico. Circostanza che dovrebbe far fortemente riflettere chi è preposto a garantire l’incolumità di chi lavora e di chi si rivolge per le cure ad una propria struttura sanitaria”.

Secondo la Uil e la Uil Fpl l’aggressione al Pronto soccorso “colloca, definitivamente, il nosocomio tarantino tra le situazioni ad altissimo rischio. Abbiamo più volte ricordato – scrive il sindacato – alla direzione della ASL, senza mai essere ascoltati, che la situazione del SS Annunziata soprattutto, è a dir poco esplosiva in quanto priva di qualsiasi forma di sicurezza che tuteli gli operatori. Il posto di polizia da “fisso” è diventato “mobile” con orari di ufficio ed una sistemazione al di fuori dello stesso pronto soccorso. I vigilanti, anche loro carenti numericamente, nella migliore delle ipotesi svolgono un ruolo di mera portineria. Ritorna, e questa volta in forma drammatica, il tema delle carenze di personale e delle dissennate azioni di razionalizzazione dell’offerta sanitaria, che oggi hanno toccato il loro punto di criticità massimo. La chiusura di reparti e di ospedali, l’aver trasformato in permanenti i piani sanitari estivi, i conclamati deficit di personale sanitario, adesso hanno un costo tangibile: la perdita di vite umane. Spetta, ora, alla Direzione Generale assumere quei provvedimenti, questa volta anche a tutela dei propri dipendenti, che fino ad ora sono stato l’ultimo dei problemi della direzione. Questa volta, al di là dei risvolti di natura penale già all’attenzione degli inquirenti, non si potrà negare l’evidenza di una situazione sanitaria che, senza mezzi termini, abbiamo definito da terzo mondo, indegna di una comunità civile”.

“Emerge in modo prorompente – continuano Uil e Uil Fpl – anche il clima che si vive all’interno degli ospedali e di tutti i presidi sanitari ionici, dove gli episodi di intemperanza e di maleducazione non trovano un benché minimo argine atto a contenerle, con la conseguenza che il personale, tutto, si trova esposto alle malefatte di ogni genere. Reiteriamo la richiesta di riorganizzare l’intero sistema sanitario, a partire dal ripristino integrale sia dei presidi di Polizia che di quelli di vigilanza all’interno degli stessi. Invitiamo Il Prefetto di Taranto a convocare un immediato vertice alla presenza dei massimi rappresentanti istituzionali e dei rappresentanti dei lavoratori della Sanità jonica per varare, con immediatezza, le prime misure necessarie a tutela dell’incolumità dei pazienti e dei lavoratori della sanità. La drammaticità degli eventi occorsi richiede interventi urgenti e adeguati alle circostanze. Questa volta servono i fatti e non le inutili, stucchevoli, diatribe dialettiche”.



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