Taranto, una sconfitta dai mille volti

Taranto, una sconfitta dai mille volti

La sconfitta ha mille volti. Ha quello di un Taranto che continua a regalare un tempo agli avversari, e non sempre si può risolvere tutto nel secondo. Ha quello di un arbitro e di un guardalinee che non vedono un fallo di mano poco prima del gol del Sorrento.


Ha il volto di mister Ragno che non fa drammi ma dice chiaramente che giocare al calcio sul terreno dello Iacovone è quasi impossibile (condizioni pessime, urge semina), specie per chi deve attaccare imbastendo fitte reti di passaggi di prima, al massimo due tocchi. Ha gli occhi di Favetta che prosegue la sua sfida personale con i legni delle porte. Ha il volto di Enzo Maiuri, che mette bene il suo Sorrento in campo, non ruba niente e si porta i tre punti in Campania capitalizzando tutti gli sguardi di cui sopra. Il Taranto ha perso oggi una partita davvero brutta. Praticamente non giocata nella prima parte e giocata male nella seconda. Perché alla fine, il campo di patate, l’errore arbitrale, la collezione dei pali colpiti, il piglio agonistico avversario non possono e non dovranno mai essere un alibi. In serie D, specie nel girone H, ma in definitiva è regola del calcio universale, bisogna mettere la palla nella rete appena se ne ha occasione. E oggi il Taranto un’azione degna di tal nome, a tal punto da raggiungere il gol, non l’ha nemmeno imbastita. Un passo falso (il secondo su tre gare interne), due passi indietro rispetto alle tre vittorie conquistate, comunque un passo di maturazione, ne siamo certi, per un gruppo valido e affidato ad un allenatore di categoria. Unica consolazione, l’equilibrio immutato in classifica. Domenica altro derby, a Foggia. Costruirsi un volto proprio è la strada.




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