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Taranto, un altro ordigno bellico inesploso in Mar Piccolo

Pubblicato | da Redazione

Un altro ordigno bellico è stato ritrovato sul fondale del Mar Piccolo, nello specchio d’acqua antistante la banchina della Discesa Vasto. Il ritrovamento è stato effettuato durante le attività di pulizia dei fondali realizzate dal Commissariato Straordinario per la Bonifica di Taranto, guidato da Vera Corbelli.

L’ordigno ha una lunghezza tra i 60 ed i 70 centimetri ed è stato rinvenuto a circa due metri dalla banchina della Discesa, ad una profondità di circa 4 metri.  Si tratta di un’area abitualmente frequentata dalle barche dei pescatori sia in transito che come zona d’attracco. Secondo gli artificieri della Marina Militare, l’ordigno è un proiettile di cannone di una nave da guerra italiana e dovrebbe risalire alla Seconda Guerra mondiale. Il proiettile è carico di tritolo, sarà fatto brillare la prossima settimana dal nucleo specialistico della Marina Militare.

Da quando ha avuto inizio l’attività del Commissariato Straordinario ad oggi, sono quattro gli ordigni bellici rinvenuti nel Mar Piccolo: due nella fase di censimento e catalogazione del Marine Litter realizzata dal Commissariato Straordinario per le Bonifiche in collaborazione con l’Università di Bari e il CNR, e due nella fase di rimozione dei rifiuti. In via precauzionale, per ragioni di sicurezza e per consentire le attività di recupero a mare dell’ordigno, sia il personale che le imbarcazioni impiegate dalla Serveco nelle attività di rimozione rifiuti, sono state allontanate dalla zona.

Un addetto della Serveco, ditta incaricata dalla Sogesid che opera per conto del Commissariato, dopo aver individuato l’ordigno, ne ha immediatamente dato comunicazione alle istituzioni competenti: il Commissariato per le Bonifiche, la Capitaneria di Porto di Taranto, il Comusubin, Comando Raggruppamento Subacqueo Incursori Compamare Taranto, lo Sdai e la SOGESIDSpa, strumento in house del Ministero dell’Ambiente e della Tutela del Territorio e del Mare (MATTM) e del Ministero delle Infrastrutture (MIT).