Skip to main content

Taranto, Tavolo istituzionale: le voci del dissenso

Pubblicato | da Redazione

Lunedì, 24 giugno, alle 11, in Prefettura si svolgerà l’attesa riunione del Tavolo istituzionale per Taranto che sarà presieduto dal vicepresidente del consiglio Luigi Di Maio. Un incontro che si carica di nuovi contenuti alla luce delle recenti esternazioni di ArcelorMittal Italia a seguito dell’abolizione della cosiddetta immunità penale (dal 6 settembre) contenuta nel decreto Crescita, già approvato dalla Camera dei Deputati e atteso all’esame del Senato. Non mancano, però, le voci del dissenso nei confronti del Governo e della sua politica per Taranto. Di seguito i documenti, le lettere aperte, le iniziative in programma in occasione della visita del ministro Di Maio e degli altri rappresentanti del governo gialloverde.

SIT IN E CONFERENZA STAMPA SOTTO LA DIREZIONE EX ILVA – “In occasione del Tavolo Istituzionale Permanente per la riconversione economica della città di Taranto, previsto per lunedì 24 Giugno e a cui dovrebbero partecipare i Ministri Di Maio, Costa e Grillo, è convocata alle ore 11.00 una conferenza stampa – sit in presso la direzione dello stabilimento ArcelorMittal. Sarà questa occasione, a maggior ragione dopo i continui ricatti esercitati sulla pelle della nostra città e di tutti i lavoratori dai nuovi gestori dello stabilimento, per ribadire con forza che:
– vengano annunciati pubblicamente i tempi e le modalità della chiusura progressiva delle fonti inquinanti per lo stabilimento ex Ilva, così come stabilito dal “contratto di governo” tra Lega e Movimento 5 stelle
– nessuna bonifica e processo di riconversione reale saranno mai possibili fino a quando le fonti inquinanti saranno attive e le nostre vite e di tutto l’ecosistema saranno messe in pericolo e fino a quando i diritti fondamentali, previsti dalla Costituzione della Repubblica Italiana, saranno quotidianamente violati nel nostro territorio in nome del profitto (salute, istruzione, lavoro, ambiente, uguaglianza di fronte alla legge, gioco, etc). Invitiamo la cittadinanza ad intervenire, sarà occasione per affrontare insieme le ultime vicende, la chiusura delle scuole al quartiere Tamburi, l’immunità penale per i gestori dello stabilimento, l’annunciata cassa integrazione per altri 1400 operai, la costante criminalizzazione di ogni manifestazione di dissenso e rivendicazione popolare praticata dall’amministrazione locale, sempre più distante da ogni esigenza espressa dalla comunità. La vertenza ex Ilva non è e non può essere gestita come una battaglia isolata, è piuttosto il cappio attraverso il quale si perpetra ai nostri danni la violenza del disastro sociale, culturale e ambientale che quotidianamente viviamo.

Il tempo delle finte interlocuzioni è abbondantemente scaduto, riconosciamo come interlocutori affidabili tutte e tutti coloro che quotidianamente cercano di esistere e resistere ad ogni tentativo di sopraffazione.
Siamo ormai consapevoli che le lotte contro ogni forma di sfruttamento sui territori e sugli individui vogliono dire schierarsi in modo compatto contro la devastazione ambientale come nelle lotte con i genitori dei quartieri più compromessi, come con gli studenti e le studentesse che pretendono un’università indipendente e più in generale con tutte e tutti coloro che partecipano in prima persona alla difesa dei propri corpi e della propria terra per un futuro migliore. Il tempo è scaduto! Chiusura delle fonti inquinanti, bonifica e riconversione”.
Firmato: Assemblea permanente Taranto Libera, Comitato Niobe, Comitato Cittadini e Lavoratori Liberi e Pensanti, Flm Uniti Cub, Giorgio Forever, Giustizia per Taranto, Tamburi Combattenti, Taranto Respira, TuttaMiaLaCittà, Singole e singoli cittadini.

LETTERA APERTA AL MINISTRO DI MAIO – “Per l’incontro da Lei previsto a Taranto in data 24 giugno p.v., se confermato, le scriventi associazioni intendono chiederLe una diversa modalità di confronto che preveda da parte Sua, e degli eventuali altri ministri presenti, risposte immediate al termine di ogni intervento. Ciò al fine di assicurare un puntuale contraddittorio tra le parti, nel rispetto dei ruoli.
La Corte Europea dei Diritti dell’Uomo con sentenza emanata in data 24 gennaio u.s., ha ritenuto lo Stato italiano colpevole di non aver tutelato la vita dei cittadini di Taranto e il loro diritto di rivalersi presso un tribunale interno, condannando lo stesso a porre rimedio alla ancora attuale gravissima ed insostenibile situazione creata dai numerosi decreti legge emanati dai Governi precedenti e dall’attuale Governo sostenuti, per i quali si chiede immediata cancellazione perchè violano, come accertato dalla sentenza CEDU, i diritti umani dei tarantini.

Le scriventi Associazioni intendono ribadire la necessità primaria e non più procrastinabile di chiudere definitivamente le numerose fonti inquinanti insistenti sul territorio tarantino. Con questa lettera le associazioni firmatarie, intendono altresì avanzare, a titolo risarcitorio per gli ingenti ed incalcolabili danni subiti negli anni da Taranto e dai tarantini, e soprattutto al fine di colmare il gap sanitario, sociale, culturale ed economico che questa città subisce a causa di scelte politiche scellerate, la richiesta di immediati ed importanti interventi attraverso una LEGGE SPECIALE per Taranto che preveda investimenti in:
A) SANITA’: realizzazione di un POLO ONCOLOGICO e di un IRCCS autonomo a Taranto.
B.) INFRASTRUTTURE: investimenti per il potenziamento della rete intermodale dei trasporti sull’intero territorio provinciale: strade, autostrade, Ferrovie ( alta velocità), porto (inserimento nella via della seta, ampliamento e piano nuove assunzioni), aeroporto ( apertura immediata ai voli commerciali passeggeri dello scalo di Taranto-Grottaglie).
Il presidente della Repubblica ha più volte richiamato il valore sociale della MOBILITÀ. Taranto non va lasciata indietro, non si può continuare ad emarginare una intera popolazione col suo territorio. Al fine realizzare la costruzione delle infrastrutture strategiche mancanti, chiediamo l’intervento del governo affinché vengano demoliti i vecchi impianti industriali posti ancora all’interno del perimetro urbano, specie quelli dismessi e non più utilizzati all’ingresso della città, con particolare riferimento al cementificio e al primo nastro trasportatore della ex-ILVA. Inoltre, al fine di tutelare le condizioni di abitabilità, di sicurezza e di integrità del paesaggio urbano, cosí come al fine di favorire le nuove e promettenti forme di lavoro, chiediamo che le aree strategiche per l’industria dei trasporti passeggeri e merci situate nelle aree retroportuali vengano liberate e restituite alla piena fruizione della cittadinanza e mai più destinate alle attività delle industrie pesanti inquinanti.
C) ISTRUZIONE: istituzione di una Università degli Studi autonoma di Taranto e ripristino in loco, della sede della Soprintendenza Archeologica;
D) MARINA MILITARE: richiesta di restituzione a titolo gratuito alla città di Taranto delle aree della Marina Militare e di edifici appartenenti ad enti statali (es Banca d’Italia) che possono essere recuperati per scopi importanti per la Comunità jonica;
E) SVILUPPO: istituzione di una NO TAX area per aziende innovative ed ecologiche (incentivi alle imprese specializzate in bonifiche ambientali).
In merito alla modifica del DM 2013 volta a introdurre la Valutazione predittiva del Danno Sanitario, recentemente annunciata dai Ministri Costa e Grillo, le Associazioni firmatarie chiedono di allargare il procedimento anche a esperti tecnici in rappresentanza delle Associazioni, ovvero medici che conoscono profondamente le criticità sanitarie del territorio. Tutta la Comunità tarantina non vuole più ascoltare parole. Quella stessa comunità che ora pretende, con urgenza e nel pieno rispetto della Costituzione italiana, solo azioni a tutela della salute e dell’ambiente e per una crescita eco-compatibile del territorio tarantino”.
Firmato: LiberiAmo Taranto, Neopolites, Comitato donne e futuro per Taranto Libera, Genitori Tarantini, Movimento Associazioni e cittadini pro aeroporto Taranto-Grottaglie, Comitato Quartiere Tamburi, Comitato art. 32 Diritto alla Salute – Statte.

CONFERENZA STAMPA DEL PD IONICO – “Si terrà lunedì 24 giugno alle 12.00 presso l’Hotel Plaza in via D’Aquino a Taranto una Conferenza stampa del Partito Democratico sul tema: “Il grande bluff del Governo Di Maio – Salvini per Taranto”.

“MINISTRO MI GUARDI”, LE RICHIESTE DI PEACELINK – “Gentile Ministro, nel precedente incontro a Taranto del 24 aprile 2018 – dopo il mio intervento il cui sollevavo il paradosso che il MISE avesse fatto ricorso contro il Ministero dell’Ambiente per non applicare il principio “chi inquina paga” a Statte – lei aveva detto che aveva bisogno di informazioni. Quelle informazioni vengono inviate con questa email.
Lo scorso anno il suo ministero non voleva adempiere all’obbligo di bonifica del terreno di Statte, contamitato da diossina e da altre sostanze.
I commissari di allora avevano avviato un ricorso contro il Ministero dell’Ambiente, la Regione Puglia, la Provincia di Taranto e il Comune di Statte, oltre che contro il Commissario straordinario per le bonifiche, l’Asl e l’Arpa. La questione era talmente paradossale che PeaceLink aveva ufficialmente incontrato il Prefetto di Taranto portando l’estate scorsa tutta la documentazione che – tramite il Prefetto stesso – sarebbe stata portata ufficialmente all’attenzione di tutti i ministri competenti. Questa storia è davvero kafkiana e lei si trova oggettivamente in conflitto con il ministro Costa nell’applicazione del principio europeo “chi inqina paga”. Si chiede pertanto che il MISE (da cui i Commissari dipendevano) ritiri i ricorsi verso il Ministero dell’Ambiente e gli enti locali, eseguendo le bonifiche dei terreni di Statte, così come previsto dalla legge”.
Firmato: Alessandro Marescotti, Presidente di PeaceLink

6000 FIRME, CONSEGNA DELL’ESPOSTO IN PROCURA – “Le oLtre 6000 firme raccolte per l’esposto “Con il veleno nel sangue e il cuore in mano” saranno depositate martedì 25 giugno presso gli uffici della Procura della Repubblica di Taranto in via Lago di Bolsena, 2 (angolo viale Magna Grecia) alle ore 11. Siamo convinti che la questione “Immunità penale” non possa essere un argomento di trattativa politica, di dibattito televisivo o di assemblee. Ci appaiono tristi e molto lontani dalla gente quei politici e quegli amministratori che in merito ad una assurda deroga alla nostra Costituzione costruiscono la loro propaganda elettorale sul palco di un teatro politico a cui stiamo assistendo anche in questi giorni. In questa questione sono tutti responsabili, vecchie e nuove legislature, nessuno escluso.

Quanto legiferato in questi anni rappresenta la violazione dei nostri diritti, pertanto non riconoscendo gli effetti di queste leggi, palesemente anticostituzionali, martedì ci recheremo presso gli uffici della Procura della Repubblica di Taranto per depositare documenti raccolti da novembre ad oggi inerenti la gestione da parte di ArcelorMittal degli impianti ex Ilva di Taranto. Invitiamo il sindaco Rinaldo Melucci ad accompagnarci in Procura e a firmare questo esposto con noi ed, inoltre, estendiamo l’invito a tutti i rappresentanti politici locali, di tutti i livelli istituzionali. Questa è l’occasione per dimostrare di stare realmente accanto ai cittadini quando esercitano i loro diritti. Uscite dalla vostra Attività politica virtuale espletata sui social e nei comunicati stampa perché la violazione dei diritti dei cittadini di Taranto è reale così come lo sono patologie e ai decessi. Vi ricordiamo che è ancora possibile sottoscrivere on line l’esposto, naturalmente sino alla consegna di martedì 25, sul sito tarantolibera.it mentre dallo stesso si possono scaricare i moduli per la sottoscrizione cartacea seguendo le indicazioni pubblicate. Per la consegna di tutti i moduli appuntamento alle ore 11 di martedì 25 giugno presso la Procura”.
Firmato: Per Taranto Libera, Luciano Manna e Angelo Di Ponzio