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“Taranto, città obbligatoria da visitare”
Taranto città millenaria, dai forti contrasti. Un città con un particolare rapporto con il mare. E’ toccato allo scrittore Stefano Massini chiudere la due giorni di dibattito organizzata da Federmeccanica e Confindustria Taranto. “Dire, fare, sapere: infiniti”, questo il tema dell’incontro nella bella cornice del Dipartimento Ionico dell’Universita di Bari, in città vecchia, moderato dal giornalista del Corriere della Sera Dario Di Vico. Il confronto è stato preceduto dalla proiezione di un videomessaggio del prof. Antonio Felice Uricchio, Rettore uscente dell’Università di Bari, impossibilitato ad intervenire.
Nei suoi racconti, Massini tratteggia affreschi narrativi che toccano le corde del cuore e della mente. Durante la sua permanenza a Taranto si è immerso nelle strade, nei negozi, nei mercati del capoluogo ionico non tanto per raccogliere le sue storie, ma per scoprire il suo segreto “per cogliere quello che la gente ti comunica senza dirtelo”.
Taranto e il mare. “Qui ho trovato – ha detto Massini – un modo del tutto particolare rispetto ad altre città italiane, di vivere il mare: ci sono due mari, quello Piccolo e quello Grande che, però, assurgono ad una singolare declinazione di mare”. E poi c’è la storia. “Taranto mi è apparsa subito come una città con tanti clamorosi, emblematici, fortissimi segni dell’antico: la Magna Grecia, il Medioevo, le basiliche. E poi c’è questo segno così forte della modernità industriale. Ecco Taranto, sotto questo punto di vista, dovrebbe essere una città obbligatoria da visitare per tutti gli europei perchè diventi un modello di convivenza e di rispetto tra il passato e la necessità occupazionale e produttiva del presente”.