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Taranto (ri)scopre il mare. E’ solo propaganda elettorale?

Pubblicato | da Michele Tursi

Strana città Taranto. Per decenni il mare è stato ignorato, lo abbiamo allontanato fisicamente colando cemento lungo le aree costiere, lo abbiamo sacrificato al mito dello sviluppo industriale da cui tutto e tutti dipendevamo, abbiamo costretto pescatori e mitilicoltori a cambiare lavoro, lo abbiamo inquinato sversando sostanze di ogni tipo. Ora, a Taranto, il mare è trendy. Su twitter sarebbe trend topic. Tutti ne parlano, tutti lo indicano come chiave del nuovo sviluppo cittadino, tutti si accorgono che il capoluogo ionico è una delle poche città sulla terraferma circondata dal mare. Bene, anzi benissimo. Finalmente, e che cavolo!

La politica, ormai, sguazza nel mare più dei delfini al largo del Golfo di Taranto. Ci fa piacere. Ci fa piacere, soprattutto, che si parli di meno di piattaforme off shore per le estrazioni di gas e di petrolio e più di recupero della vocazione marinara, di una portualità moderna. Ci auguriamo che questa frenesia abbia qualcosa di autentico e non sia dovuta solo alle prossime elezioni comunali. Non ne possiamo più di promesse da… marinaio!

ISTITUTO NAUTICO A TARANTO, STEFANO SCRIVE A TAMBURRANO.
LIVIANO: INIZIATIVA TARDIVA, MA PRONTO A COLLABORARE

“Se è vero che sulle risorse del mare e sul sistema di infrastrutture puntiamo per il nostro futuro; se è vero che le potenzialità della nostra area portuale, sia per la sua vocazione commerciale sia per quella croceristica a breve potrebbero decollare ed aprire nuovi scenari di sviluppo economico e turistico… allora manca un corso di studi nel panorama dell’offerta formativa Ionica”. Parte da queste considerazioni il Sindaco di Taranto, Ippazio Stefàno che si rivolge al Presidente della Provincia per la valutare la proposta di attivare un Istituto nautico a Taranto. “Segniamo un deficit formativo nel campo nautico- scrive Stefàno a Tamburrano – che andrebbe colmato proprio in ragione delle prospettive che si vanno consolidando sul nostro territorio. L’attivazione di un Istituto Tecnico Nautico avrebbe un’importanza strategica per il turismo e per l’economia portuale e marittima e compete alla Provincia avanzare la richiesta per l’istituzione di questo corso di studi alla Regione Puglia. Questa particolare offerta formativa sarebbe complementare ad altre iniziative che stanno decollando sul nostro territorio ed è una ipotesi che potrebbe aprire sbocchi occupazionali e nuove prospettive di lavoro nel settore nautico e della navigazione proprio sul nostro territorio che sta affrontando nuove sfide di crescita e di sviluppo e tenendo anche conto dell’incremento dei traffici marittimi per effetto dell’ampliamento del Canale di Suez”.

Sullo stesso tema interviene il consigliere regionale Gianni Liviano. “Già da tempo stiamo lavorando per portare a Taranto la sede dell’Istituto Nautico, compatibile e non alternativo agli indirizzi già esistenti per cui non possiamo non apprezzare, seppur tardiva, l’iniziativa del sindaco Stefàno di coinvolgere il presidente della Provincia, Martino Tamburrano, per portare tale istituzione a Taranto”.
“Nelle scorse settimane – spiega Liviano – ho incontrato, a Bari, l’assessore regionale al Diritto allo studio, Scuola e Università, Sebastiano Leo, con il quale abbiamo tracciato un percorso possibile per giungere alla stessa conclusione alla quale anche il sindaco Stefàno ambisce. Inoltre – prosegue Liviano – vorrei ricordare che a Taranto, negli istituti Cabrini e Archimede, già sono attivi dei corsi che potrebbero costituire una valida base di partenza”.
Sempre nell’ottica di incardinare a Taranto l’istituto Nautico, oltre all’assessore Leo, aggiunge Liviano, “ho incontrato la dott.ssa Anna Cammalleri, dirigente l’Ufficio scolastico regionale, nonchè la dirigente dell’Istituto nautico di Brindisi proprio per cercare di capire quale potrebbe essere il percorso piu’ rapido per raggiungere questa importante meta. Non solo, per incrementare la filiera formativa in questo settore, ho incontrato non piu’ di una settimana fa alcuni docenti del Politecnico di Bari i quali si sono detti pronti a realizzare a Taranto un Master di I livello di design nautico. Questo, perchè, ormai la nostra città è indirizzata verso una nuova economia, che a lungo andare potrebbe rivelarsi competitiva rispetto alla grande industria, basata sull’accoglienza dei mega yacht e delle navi da crociera. Tutti elementi, questi, che ho abbondantemente ripetuto durante i dibattiti della “Tre giorni di fine estate” che si è conclusa giovedì scorso parlando di Mar Piccolo con la dott.ssa Vera Corbelli, commissario straordinario per le bonifiche, e attori locali”.
Liviano si dice disponibile a mettere da parte le polemiche e ribadisce di apprezzare “l’iniziativa, seppur tardiva, del sindaco e lo invito a una collaborazione proficua. A cominciare, anche, dall’individuazione in città vecchia, magari palazzo De Bellis opportunamente riportato alla legalità con lo sgombero di chi lo occupa abusivamente, di una sede per l’insediamento della Scuola di alta professionalità in Beni archeologici e paesaggistici dal momento che, anche in questo caso, il Politecnico di Bari è pronto ad investire sulla nostra città”.

TARANTO RIPARTE DAL MARE, INIZIATIVA DI PUGLIA IN PIU’

“Taranto riparte dalle sue vocazioni e la pesca e la mitilicoltura rappresentano il vero motore di sviluppo di una città che non può avvitarsi sul dilemma dell’industria pesante. Grazie al lavoro svolto in questi anni in Regione ci sono ora gli strumenti per cogliere questa sfida”. Così il senatore Dario Stefàno, Presidente del Movimento “Puglia In Più” al convegno “Le risorse comunitarie 2014-2020 per i settori di Pesca e Mitilicoltura” svoltosi a Taranto all’Hotel Plaza su iniziativa del Coordinamento provinciale della Puglia in Piu’.

Dopo i saluti dei due Coordinatori Simona Scarpati e Tullio Mancino, che hanno assicurato l’impegno del Movimento per un rilancio dell’economia ecosostenibile e di comparti di grandi potenzialità come la pesca, sono intervenuti, moderati dal giornalista Pierangelo Putzolu, il responsabile del settore della Regione Puglia Giuseppe D’Onghia, e l’imprenditrice Daniela Setaro delle Officine Marine Tarantine. Quindi le conclusioni del Senatore Stefàno.

A illustrare gli investimenti per il settore della pesca e dell’acquacoltura in Puglia, previsti dalla Programmazione del Fondo Europeo per gli Affari Marittimi e la Pesca (FEAMP) 2014-2020, è stato il dottor D’Onghia. “Con una disponibilità finanziaria di circa 90 milioni di euro destinati alla Puglia, saranno numerose le opportunità di rilancio dei settori produttivi della pesca, dell’acquacoltura e della trasformazione, nonché le forme che si attiveranno di sviluppo locale condiviso con altre strategie di crescita territoriale.Le risorse inserite nel FEAMP (la cui attuazione è assicurata da un unico Programma Operativo Nazionale) hanno l’obiettivo di modernizzare il settore della pesca, creare nuove tecniche e attrezzature per la pesca, favorire la commercializzazione, sviluppare la sostenibilità, favorire il ricambio generazionale, creare una rete di servizi per far confluire i dati di settore da mettere in condivisione con gli operatori e cittadini”.

“I bandi che attiveremo – ha spiegato D’Onghia – destineranno risorse per iniziative di sviluppo della pesca, acquacoltura, per la commerciale e la trasformazione delle produzioni ittiche. Inoltre, all’interno delle strategie per lo sviluppo rurale, previste dal PSR 2014-2020, e, in particolare nel bando in corso della Misura 19, che selezionerà i Gruppi di Azione Locale, abbiamo dedicato circa 12 milioni di euro di risorse per le Strategia locali che prevedono l’utilizzo dei fondi FEASR e FEAMP, con il cosiddetto approccio ‘plurifondo'”. Le Misure della Programmazione regionale del FEAMP serviranno per ammodernare tutto ciò che concerne la filiera ittica, a vantaggio sia delle imprese già esistenti sia di quelle che si creeranno ex novo. Dunque, in favore dei giovani: “ci sarà, difatti – ha fatto sapere – sostegni per l’avviamento di nuove attività condotte da giovani, con un premio di primo insediamento, analogamente a ciò che avverrà per i giovani agricoltori, con il cosiddetto “Pacchetto giovani” del PSR 2014-2020″.