Pubblicato alle ore 14:48

Taranto, le “regole” del sindaco Melucci

Taranto, le “regole” del sindaco Melucci

Il nuovo sindaco di Taranto parla ancora. Anzi, scrive. Affida il suo pensiero ad una nota stampa, chiarisce un po’ di cose e si esprime anche sul suo predecessore. “Ho criticato l’assenza che ha caratterizzato la modalità amministrativa di Ezio Stefàno – si legge – ma gli riconosco integrità e dolcezza d’animo”. Rinaldo Melucci non “replicherà quel modello di chiusura, da oggi il portone di Palazzo di Città sarà sempre simbolicamente spalancato ma, come ho già detto, non mi farò imporre da nessuno la modalità di comunicazione, l’agenda, i ritmi. Seguirò quelli più giusti per me”.


Melucci ritorna sulla sua decisione di abbandonare Facebook (però è presente su Twitter). “Ho osservato Facebook in questi mesi e ho notato che tutto era fuorché un contenitore di confronto, di dialogo costruttivo, di riflessione: piuttosto è un concentrato di insulti, offese, di tifoserie incapaci di criticare con cognizione di causa, di riconoscere meriti altrui. Impossibile per me partecipare ad una arena simile. Un sindaco non si giudica da quante foto fa, da quanti selfie fa, da quanta vetrina fa, dal numero di feste e ricevimenti a cui va. Se questi saranno i parametri, allora datemi da subito piena insufficienza, non contesterò”



“Da sindaco – continua Melucci – ho un unico obiettivo: fare il meglio per la mia città e per i tarantini. Coadiuvato dalla struttura amministrativa, dalle forze dell’ordine, dalle associazioni di categoria, dal terzo settore, dai portatori di interessi, lo farò seguendo quella che è la mia visione politica. E, ve ne sarete accorti, la mia visione è all’insegna dei fatti e di poche parole. Della sostanza a scapito della forma. Dell’essere e non dell’apparire. Quando, in campagna elettorale, chiedevo serietà ai miei interlocutori, lo facevo perché la pretendo innanzitutto da me stesso. Serietà e sobrietà”.

Il nuovo sindaco anticipa che per la comunicazione utilizzerà insieme alla giunta, “strumenti istituzionali e, tramite questi, con cadenza frequente e regolare, racconteremo quello che succede in maniera informale e sintetica così che la città non perda mai di vista il lavoro dei suoi amministratori. Saranno anni intensi che hanno bisogno di un Sindaco concentrato che abbia voglia di lavorare duramente e che si circondi di gente capace, di un Sindaco che, in silenzio e senza egocentrismi, si metta a lavorare altrettanto duramente. Ho raggiunto risultati lavorativi importanti e so farlo solo con questo metodo. Così mi sono presentato in questa campagna elettorale e così continuerò ad essere. Alzerò l’asticella perché sono sicuro che la Città è pronta ad un salto di qualità. La stampa vigili e scelga che tipo di informazione fare, da me nessuna collaborazione su gossip politico, polemiche sterili, giochetti di potere. Massima, invece, sui temi importanti della città”.

Prendiamo atto e riportiamo. La città attende ora il nuovo sindaco e il nuovo esecutivo alla prova dei fatti. E’ giusto che chi amministra abbia i suoi tempi, ma la stampa ha i suoi. Non va mai dimenticato, nè ridimensionato il ruolo dell’informazione: controllare, criticare, sollecitare l’operato di chi amministra la “res publica”, la cosa pubblica. Da febbraio di quest’anno sotto la testata del Washington Post compare una frase: “La democrazia muore nel buio”. A pronunciarla è stato il premio Pultitzer Bob Woodward (è quello del caso Watergate,ndr) in risposta agli attacchi del neo presidente Usa Donald Trump che aveva ordinato di impedire l’accesso ad una conferenza stampa ai mezzi di informazione più critici nei suoi confronti.


Buon lavoro sindaco Melucci.

 

 

 


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