Taranto, la vittoria resta una chimera

Taranto, la vittoria resta una chimera
 Il Taranto nelle ultime cinque partite aveva fatto solo 2 punti (IL CAMMINO DEL TARANTO).
Pozzebon ha dato la scossa portando in vantaggio il Messina. Poi, Nigro al 60′ ha pareggiato per i rossoblu. Entrambe le squadre avrebbero potuto vincerla questa gara tutto sommato equilibrata. Il punto finale accontenta ma non basta per chi cerca la salvezza, soprattutto in casa.
 TARANTO – MESSINA 1-1

TARANTO: Maurantonio, Altobello, Pambianchi, Pirrone (54′ Lo Sicco), De Giorgi, Nigro, Sampietro (59′ Paolucci), Garcia, Viola, Magnaghi, Bollino (74′ Potenza). All. Fabio Prosperi


MESSINA: Berardi, Grifoni, Rea, Maccarrone, De Vito, Foresta, Musacci, Mancini (76′ Capua), Milinkovic, Pozzebon, Ferri (66′ Madonia). All. Cristiano Lucarelli



ARBITRO: Giampaolo Mantelli di Brescia. ASSISTENTI: Thomas Ruggieri e Andrea Micaroni di Pescara

RETI: 32′ Pozzebon, 60′ Nigro

AMMONITI: 64′ Ferri, 69′ Paolucci


 

Niente da fare. Il Taranto di Prosperi non riesce a vincere. Però non perde, visto che il Messina di Lucarelli era pure passato in vantaggio grazie ad uno svarione dei rossoblu.

Segnali di gioco sono comunque giunti dal terreno dello Iacovone. Niente di trascendentale, per carità. Relativamente al contesto dato, però, qualcosina si è mossa nella palude tecnica di una squadra che l’impegno (quello sì, sempre) lo assicura dall’inizio alla fine. Pirrone e Sampietro a centrocampo si pestano un  po’ i piedi ma oggi, a Taranto, si sono visti più palloni del solito dalle parti degli attaccanti. Che poi gli attaccanti non riescano a concretizzare un tiro o un triangolo che sia, questa è altra storia. Oppure è la storia di cui occuparsi davvero, prima o poi. Il primo tempo di Magnaghi, infatti, è da dimenticare, accanto a Viola che si muove a vuoto Bollino lontano dalla forma smagliante di fine estate.

Il gol del Messina, errore di Magnaghi, ripartenza, svarione di Nigro e gol del numero 9 (biondo e e prestante come il nunero 10) hanno dato la scossa.

Il secondo tempo del Taranto rende onore alla palla che finalmente gira, conosce le verticalizzazioni, addirittura prende confidenza con la fascia e viene smistata bene al centro. Magnaghi la coglie di testa una volta (Viola arriva dopo un attimo altrimenti sarebbe stato gol), Nigro avanza a centrocampo e il 4-4-2 lascia in archivio miglioramenti sui quali riflettere. Paolucci dà smalto, Potenza entra al posto di Bollino prima di un finale arrembante ma sterile. Il Taranto pareggia con un bel gol di Nigro, soprattutto bello per la sua costruzione di squadra, ma non vince l’ansia delle sue lacune e soprattutto non vince più dalla gara con l’Andria.

Per la salvezza tranquilla servono punti. E per fare punti forse serve qualche rinforzo.


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