Piani Alti
Taranto, la marea tenta di rialzarsi
E’ una bassa marea, lontana dai livelli di qualche anno fa. La tensione va riconnessa.
Colpita ai fianchi da dieci decreti, dalla restaurazione nazionale che ha imposto di nuovo a Taranto un modello pubblico di sviluppo che tutti i Governi recenti, da Monti a Renzi, passando per Letta, hanno ricostruito per svendere adesso lo stabilimento al peggior offerente. È una marea che deve smaltire i detriti delle sconfitte elettorali.
Taranto prova a rialzare la testa, forte almeno di una coscienza più matura. E l’Altamarea di sette anni fa si ritrova più o meno (scenario diverso, facce più o meno uguali, speranze non ancora sopite) e soprattutto ricerca se stessa. Ci sono anche i ragazzi delle Officine, non ci sono Cinque Stelle, non si intravedono Liberi e Pensanti, spuntano frammenti della sinistra decomposta. Tante associazioni, un gruppo di Verdi, Peacelink, l’agorà prende corpo in piazza Garibaldi. Non c’è Matacchiera.
Comincia così questo tentativo di composizione progettuale. Sono tutti d’accordo su un punto, per cominciare: bisogna accogliere Renzi facendosi notare ed ascoltare. Il premier verrà a Taranto per inaugurare a nuova ala del museo. ‘Quale migliore occasione per urlare la voglia di vivere di altro che non sia per forza veleno?’ dice qualcuno. Ma è ancora bassa marea. …