Salute
Genitori tarantini: “non un altro bambino…” Nuova campagna shock
Un nuovo manifesto campeggia, da lunedì 13 giugno, su via del Porto mercantile, proprio alla fine della discesa che dal quartiere Tamburi porta verso il centro di Taranto. Questa volta i “Genitori tarantini” mettono in evidenza alcuni dati dello studio S.E.N.T.I.E.R.I., con riferimento a periodi antecedenti i dieci decreti legge che “hanno contribuito e contribuiranno per molti decenni ancora ad aumentare le già insopportabili percentuali che pesano su Taranto e sui suoi cittadini”. I dati sono agghiaccianti: mortalità infantile +21% rispetto alla media regionale; +54% incidenza tumori nella fascia 0-14 anni; +20% eccesso di mortalità nel primo anno di vita; +45% malattie iniziate in gravidanza.
Come monito, sono state usate le parole che il Giudice Patrizia Todisco pronunciò all’atto della richiesta di sequestro dell’impianto assassino: “non un altro bambino…”. L’immagine scelta ritrae un uomo che conduce il proprio figlio verso l’industria inquinante. “Un immagine forte – spiegano i Genitori tarantini – quasi indigeribile, con quella malevola sensazione che ci fa pensare ad un padre che dice: guarda, tutto questo un giorno sarà nei tuoi polmoni”.
La campagna di sensibilizzazione è rivolta, principalmente, agli abitanti del quartiere Tamburi che incroceranno il manifesto per recarsi al centro della città. “Potrà insinuarsi nella loro mente una semplice domanda: ma se i polmoni servono per vivere, perché a Taranto ci devono servire per morire? Una semplice domanda che i Genitori tarantini girano alle autorità regionali, provinciali e comunali preposte alla salute e alla vita dei cittadini sperando in una esauriente risposta”.