Sul Pezzo
Taranto, la lunga storia dell’Acquedotto del Triglio
Poco più di un mese fa, una parte rilevante dell’antico Acquedotto del Triglio, è crollato sotto il peso dell’incuria e di colpevoli distrazioni. Pochi giorni fa l’amministratore delegato di ArcelorMittal Italia, ha annunciato dall’importante ribalta del media day di Parigi, che le rovine della struttura romana saranno portate per motivi di studio e di catalogazione in una location all’interno del centro siderurgico.
La dichiarazione di Matthieu Jehl, non ha mancato di suscitare proteste e indignazione. Molto netta e contraria all’intervento del nuovo proprietario del siderurgico, è l’associazione dei Verdi di Taranto. Insomma, l’argomento è caldo, fa discutere e divide. Rammarica che il dibattito, come troppo spesso accade, si sia animato solo dopo il crollo di qualche giorno fa. Ma è positivo che i riflettori siano, finalmente, accesi sul passato e soprattutto sul futuro dell’antica costruzione.
Dibatte e si interroga anche la comunità scientifica e sociale. Questo pomeriggio, a partire dalle 17, nell’Aula Magna “Europa” del liceo Ferraris-Q. Ennio di Taranto (via Abruzzo, 13), si svolgerà la conferenza sul tema: La lunga storia dell’Acquedotto del Triglio durante la quale interverrà il professor Angelo Conte. L’iniziativa è organizzata da: Dopolavoro Filellenico in convenzione con il liceo Ferraris-Q. Ennio, Nobilissima Taranto, Progentes Spa, Amici del Q. Ennio, Società Dante Alighieri comitato di Taranto.
“Dopo il crollo che ha interessato la parte centrale ad archi – spiegano gli organizzatori – è urgente un progetto di restauro e di più efficace protezione contro e le avversità meteo e le polveri minerali del vicinissimo stabilimento siderurgico, anche perché le arcate tornino ad essere di colore chiaro, non certo del colore sgradevole in cui sono“.
L’Acquedotto del Triglio fu costruito nel II sec a. C. per uso privato di ville suburbane ed era alimentato dalle sorgenti del Monte Crispiano. E’ composto per circa otto chilometri da gallerie artificiali sotterranee che attraversando il territorio di Statte, convogliavano l’acqua verso gli archi a tutto sesto della parte emersa, dando vita in epoca medievale e moderna alla fontana di piazza Fontana nella città vecchia di Taranto.