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Il Galeso di Taranto tra sporcizia e rifiuti. Come prima, più di prima

Pubblicato | da Redazione

Circa un mese fa Legambiente Taranto aveva denunciato lo stato di degrado dell’area circostante il fiume Galeso. L’associazione ambientalista ha verificato se nel frattempo fosse cambiato qualcosa ma, purtroppo, rifiuti e sporcizia abbondano ancora in uno dei luoghi più suggestivi e carico di storia del territorio.

“Siamo tornati nell’area del fiume Galeso – scrive Lagambiente alla stampa – di cui avevamo denunciato il degrado e la graduale trasformazione in una discarica a cielo aperto un mese fa, e abbiamo verificato che nulla è cambiato: i cumuli di rifiuti che ricoprono senza soluzione di continuità il ciglio della stradina che corre nei pressi della linea ferroviaria e passa sotto la superstrada che scavalca il Galeso, sono sempre lì, anzi, nuovi apporti ne hanno accentuato la presenza arrivando a farne una componente stabile del paesaggio dell’area. Un paesaggio aberrante”.

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Gli ecologisti avevano chiesto “al Comune di Taranto un intervento straordinario di pulizia dell’intera area, per asportare tutti i cumuli di rifiuti che ne distruggono la bellezza e restituirla alla fruizione della cittadinanza,  l’adozione di sistemi di videosorveglianza che costituiscano un disincentivo al suo utilizzo come discarica a cielo aperto e  un incontro per conoscere e discutere gli intendimenti  della Amministrazione Comunale rispetto al tema del recupero e della salvaguardia del fiume Galeso”. Dopo un mese, sottolinea Legambiente, “l’Amministrazione Comunale di Taranto non ha ancora dato nessuna risposta alle richieste di Legambiente: non è dato perciò di sapere se e quando i rifiuti verranno rimossi, e cosa intende fare il Comune per restituire l’area del Galeso ad un futuro degno di questo nome. Questo risulta essere, nei fatti, l’atteggiamento concreto delle istituzioni e della politica tarantine rispetto all’obiettivo di trasmettere il messaggio che la tutela del paesaggio e lo studio della sua memoria storica costituiscono valori culturali ineludibili e premessa per un uso consapevole del territorio e uno sviluppo sostenibile richiamato dalla Carta nazionale del paesaggio”.

Legambiente, però, non si rassegna “all’oblio e, con esso, alla  cancellazione del fiume  celebrato da Virgilio, Orazio, Marziale e tanti altri poeti  dalla memoria e dal vissuto quotidiano di una città. Salvare il Galeso è importante: non è possibile che la comunità ionica, le sue istituzioni, le sue rappresentanze politiche e sociali  assistano silenziose e immobili alla graduale cancellazione di un luogo-simbolo di Taranto. Rilanciamo l’appello: Salviamo il Galeso, il fiume dei poeti. E all’Amministrazione comunale torniamo a chiedere pubblicamente un incontro urgente e risposte concrete”.