Taranto, copertura parchi minerali: intervento dei Liberi e Pensanti

Taranto, copertura parchi minerali: intervento dei Liberi e Pensanti

Un’opera in dirittura d’arrivo, immensa, sotto gli occhi di una intera città che si interroga su opportunità e futuro della stessa. “Cimolai è stata definitivamente estromessa dai lavori di copertura dei parchi minerali, che rimangono quindi incompiuti. Un’opera priva di qualsiasi utilità, come abbiamo sempre denunciato, con un impatto visivo terribile per il quartiere Tamburi che adesso diventa una possibile bomba”.


Questa la denuncia del Comitato cittadini e lavoratori liberi e pensanti. “Le preoccupazioni per l’impatto ambientale – scrive il comitato in un documento inviato alla stampa – e i pericoli per la sicurezza di cittadini e lavoratori sono minuziosamente evidenziate nei documenti in circolazione: Cimolai: “…Si ritiene doveroso evidenziare l’estrema delicatezza della situazione anche sotto il profilo della tutela ambientale e dell’intera popolazione della città di Taranto, oltre che per la tutela dei numerosi lavoratori addetti ed impiegati nello stabilimento siderurgico […]. Infatti, non essendo ad oggi le lavorazioni della scrivente ancora ultimate è del tutto evidente che il rilascio del cantiere dovrà avvenire in maniera tale da assicurare che il mancato completamento delle opere e l’assenza di manutenzione possano comportare danni alle opere già realizzate, alle opere in via di completamento e soprattutto alle persone. […]”. “E ancora più precisamente – affermano i Liberi e Pensanti – Cimolai spiega “… che Codesta Committente chiarisca in maniera puntuale se la scrivente impresa – che peraltro riveste anche il ruolo di progettista dell’opera – deve limitarsi al solo rilascio del cantiere nel termine indicato, tenendo presente” proseguono i Liberi e Pensanti citando Cimolai “il profilo delle gravi conseguenze sulla sicurezza delle opere, o parti d’opera, realizzate nonché da un punto di vista della incolumità delle persone, della funzionalità degli impianti, del deperimento di tutte le forniture in corso di installazione o da installare; o se, diversamente, si deve procedere anche alla messa in sicurezza delle opere realizzate e delle aree di cantiere. Il tutto, dovendosi, altresì tenere conto della circostanza che in data odierna è pervenuta comunicazione di ulteriore limitazione dell’accesso del personale alle aree di cantiere”.



Mittal risponde a Cimolai osservando che “è così pacifico che, nello sgomberare tali aree al più presto (e, comunque, non oltre 30 giorni dal 25 novembre u.s.), dobbiate garantire la loro messa in sicurezza”. Secondo i Liberi e Pensanti “la scelta di Mittal di recedere dal contratto è gravissima… in quanto la prosecuzione dei lavori da parte di una nuova azienda implica probabilmente una nuova progettazione soprattutto per le prescrizioni Aia con una ulteriore proroga che Taranto non si può permettere”.


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