Taranto 2007, il medico che doveva curare la città

Taranto 2007, il medico che doveva curare la città

(parte 15 – le precedenti) A seguito del commissariamento del Comune e della dichiarazione di dissesto, è il commissario prefettizio Tommaso Blonda ad approvare il bilancio comunale: si leva forte la protesta di Rifondazione comunista e di Ezio Stefàno che invitano il Viminale a respingere l’atto approvato, in quanto, viene detto, “Il conto del dissesto comunale non devono pagarlo i cittadini”.


Anche CGIL, CISL e UIL attaccano Blonda, criticandone i dinieghi ad applicare il principio costituzionale della progressività nella determinazione deli aumenti di ICI, TARSU e addizionale IRPEF; dichiarano, pertanto lo stato d’agitazione dei lavoratori, pronte a programmare ulteriori iniziative di protesta.



Ma è la scelta dei candidati sindaco a tenere banco: nei DS lo scontro è durissimo ed alla fine una parte del partito dà vita alla lista SDS in appoggio a Stefàno, dopo che la maggioranza dei DS ha scelto di candidare Gianni Florido senza ricorrere alle primarie.

Il direttivo provinciale del Nuovo PSI, prima, e quello del PSDI, poi, ufficializzano il proprio sostegno a Ezio Stefàno; Gianni Cataldino, Gaetano Carrozzo e Alfredo Cervellera presentano il simbolo e il programma della lista Sinistra Democratica per Stefàno (SDS), che nelle elezioni circoscrizionali si presenterà da sola, accentuando così la contrapposizione alla coalizione che sostiene Gianni Florido.

Di fronte a questi sviluppi, Annarita Lemma rompe il silenzio, affermando “resto nella Quercia; cambiarla è ancora possibile” e, poi, “non sbatto la porta di casa mia. Perché non sono disposta a cederla a nessun altro. Ma ne contesto la conduzione”.


Gianni Liviano presenta ufficialmente la sua candidatura ed il suo simbolo; nell’occasione afferma che “Florido e Stefàno non rappresentano discontinuità. Al Presidente della Provincia riconosco competenza progettuale” e inoltre “I carrozzoni non servono, specie se allestiti contro qualcuno”.

Enzo Gigante presenta la propria candidatura a sindaco, insieme alla lista di riferimento il cui motto è “la società civile si ribella”; invita Tommaso Blonda a un confronto.

Da parte sua Blonda denuncia chi l’aveva accusato di aver svenduto, nel 2006, beni comunali; “ho evitato la vendita!” è la sua replica cui si aggiunge “non sono qui per essere diffamato!”

Il Ministro Ferrero partecipa ad un convegno, organizzato da Rifondazione comunista, sui temi del welfare: alla presidenza del convegno siede il candidato sindaco Stefàno, cui viene ribadito il pieno appoggio.

Anche il Ministro Clemente Mastella, a Taranto per un’iniziativa dell’UDEUR, esplicita l’appoggio a Stefàno: “Stefàno vero moderato: non occupa le istituzioni, le rispetta”; Stefàno incassa anche l’appoggio di DC e DC per le autonomie, che formeranno una lista unitaria in suo appoggio.

Antonio Fago, candidandosi a sindaco, lancia il suo terzo polo: “Distanti dalla destra e dalla sinistra”.

Torna rabbiosamente in campo Giancarlo Cito, candidando il figlio Mario a sindaco e ricorrendo al TAR per poter essere capolista: “qualcuno ha il coraggio di dire che col dissesto non c’entra. E che per caso l’ho provocato io? Magari dal carcere, innocente? Io lasciai i bilanci in attivo” ruggisce.

Massimo D’Alema apre la campagna elettorale dei DS con un comizio a piazza della Vittoria, invitando la città ad uno scatto d’orgoglio e a votare per “quello che consideriamo il candidato migliore; insomma, conclude, “il futuro è … Florido!”

Fabio Mussi, leader nazionale della minoranza DS, arriva a Taranto per sostenere Stefàno e dare un respiro nazionale all’operazione SDS, condotta a Taranto.

Ignazio La Russa, vicepresidente nazionale di AN, ammonisce: “Se vince Stefàno, Consiglio comunale paralizzato”.

Torna a Taranto il Ministro Antonio Di Pietro; stavolta per dare il sostegno dell’IDV a Gianni Florido che, a detta del Ministro, “è un uomo concreto sul quale puntare per la rinascita della città”.

Anche Cesare Salvi è a Taranto per sostenere SDS e Stefàno; “possibile che questa città non avesse altre opzioni?” si chiede, a proposito della candidatura di Florido.

La venuta di tanti Ministri e leader nazionali testimonia il valore nazionale della tornata elettorale a Taranto.

Tema centrale della visita tarantina del Ministro dei Trasporti, Alessandro Bianchi, è il porto; ma è anche l’occasione per esprimere l’appoggio a Stefàno perché “a Taranto serve uno scatto d’orgoglio”, guardando già al ballottaggio, “nel quale l’Unione deve ricompattarsi su Ippazio Stefàno sindaco”.

Dopo D’Alema, è il segretario nazionale DS, Piero Fassino, impegnato a sostenere Gianni Florido, invitando la destra e la sinistra a votarlo perché “è in gioco il futuro” di Taranto che “l’incapacità del centrodestra ha ridotto in questo stato”.

Filippo Lerario è il candidato sindaco per Fiamma Tricolore; “serve un cambio di mentalità. Prima i doveri, poi i diritti”, “ripartiamo con persone nuove da mettere alla prova. Chi ci ha preceduto non ha certo brillato per competenza” afferma in un’intervista.

Giovanna Melandri e Cesare Damiano, a Taranto insieme per sostenere Florido, affermano che “il voto di domenica prossima è importante perché deve servire a dare un segnale chiaro di cambiamento”; confermano inoltre l’arrivo a Taranto dei primi 5 milioni di euro per il comune di Taranto.

Ancora grossi calibri per la chiusura di una campagna elettorale quanto mai combattuta e importante per gli evidenti riflessi nazionali, soprattutto per quanto riguarda i DS e il loro progetto di fusione colla Margherita per dare vita al Partito Democratico: tornano Fabio Mussi per sostenere Stefàno, e Massimo D’Alema per sostenere Florido, arrivano Sandro Bondi, Lorenzo Cesa e Gianfranco Fini per sostenere Eugenio Introcaso e Franco Giordano per sostenere Stefàno.

Le urne parlano chiaro: è un successo netto per la coalizione che appoggia Ippazio Stefàno e per il candidato sindaco; al ballottaggio andrà con Gianni Florido.

Partiti Voti %
S.D.S. 9.912 8.76
LISTA STEFANO 9.028 7.98
UDEUR 6.451 5.7
NUOVO P.S.I. 2.731 2.41
P.R.C. 2.509 2.22
VERDI 2.203 1.95
COMUNISTI ITALIANI 1.847 1.63
D.C. AUTONOMIE 791 0.70
LISTA FLORIDO 9.618 8.50
LA MARGHERITA 7.226 6.39
D.S. 6.965 6.15
ITALIA DEI VALORI 3.117 2.75
L’ITALIA DI MEZZO 2.902 2.56
S.D.I. 2.454 2.17
LEGA AZ. MERID. 17.669 15.61
FORZA ITALIA 9.780 8.64
A.N. 4.745 4.19
U.D.C. 4.545 4.02
FORUM 848 0.75
LA CITTA’ CHE VOGL. 2.873 2.54
PROSPETTIVE ITALIA 1.051 0.93
P.D.C. 635 0.56
TARANTO CRISTIANA 612 0.54
TARANTO LIBERATA 310 0.27
D.P. 214 0.19
GRAZIANA BRUNO 1.087 0.96
LISTA GIGANTE 708 0.63
FIAMMA TRICOLORE 265 0.23
FORZA TARANTO 71 0.06

Elezioni comunali – 27 maggio 2007- Fonte: Ministero dell’Interno

Candidato Sindaco Voti %
STEFANO 46.073 37.28
FLORIDO 25.666 20.77
CITO M. 25.032 20.25
INTROCASO 19.207 15.54
LIVIANO 3.470 2.81
FAGO 2.005 1.62
BRUNO 947 0.77
GIGANTE 784 0.63
LERARIO 319 0.26
ALFANO 99 0.08

Elezioni comunali – 27 maggio 2007 (1° turno)- Fonte: Ministero dell’Interno

“La CDL paga i problemi del dissesto”, commenta Pietro Franzoso trovando l’accordo di Nicola Tagliente e Pietro Lospinuso, “Mi aspettavo un risultato più basso per Cito” dichiara Donato Salinari, “In questa città ragiona il qualunquismo e il populismo” è la considerazione di Gianni Liviano, “Un risultato negativo per tutto il centrodestra” sottolinea Michele Tucci, Massimo Ostillio ritiene che “La città chiedeva una novità forte e questa è arrivata, si chiama Stefàno”, per Antonio Fago “I tarantini non amano la propria città”.

Oltre alle dichiarazioni, anche qualche atto concreto: Enzo Risolvo abbandona l’Udeur.

Gianni Florido dichiara “se al ballottaggio vinco la mia sarà una maggioranza a 30”; la sua è una proposta d’accordo preventivo con Stefàno, che, però, respinge l’ipotesi della maggioranza allargata a prescindere dal risultato: “no ai giochi di prestigio, decideranno i tarantini” è la sua risposta.

Netta chiusura anche nei confronti di un possibile apparentamento con Liviano: “L’apparentamento con Liviano? Ne sarei meravigliato, credo sia fantapolitica” è il suo commento.

Enzo Gigante annuncia che “al ballottaggio appoggerò Stefàno”, ponendo la condizione che “non dovrà farsi condizionare dai partiti”.

Di fronte a voci di inviti tendenti all’astensione dal voto nel ballottaggio, anche Monsignor Benigno Papa sente il bisogno di far sentire la propria voce: “Probabilmente il 10 e 11 giugno farà caldo, ma non bisogna andare al mare” perché “il ballottaggio è un dovere civico”.

Il Nuovo PSI lancia un appello rivolto ai socialisti del Garofano: “Socialisti di Taranto, votiamo sindaco Stefàno”.

Forza Italia, dopo una riunione degli organismi dirigenti, decide di lasciare libertà di voto ai propri iscritti ed elettori.

Gianni Liviano, insieme alla “Città che vogliamo”, dà l’indicazione di votare Gianni Florido; “un posto all’interno dell’Amministrazione di Florido non è merce di scambio per il nostro invito a votarlo, ma sarebbe sciocco da parte nostra non accettare un posto di visibilità” è uno dei commenti legati a tale decisione.

Gianni Florido rigetta con decisione le voci che avvalorerebbero una sua “desistenza”: “ma quale desistenza, invito Stefàno al confronto” dichiara con decisione, rilanciando la sua candidatura e respingendo gli “inviti” a farsi da parte

Nel pieno della campagna elettorale, stroncato da un infarto, scompare Gaetano De Cosmo, sindaco di Taranto dal 1996 al 1999.

Non ce la fa il diciannovenne Andrea D’Alessano, operaio dell’ILVA assunto da pochi mesi, che dopo un incidente sul lavoro era stato sottoposto ad un delicato intervento chirurgico alla testa; le sue condizioni erano apparse subito gravissime,

Il 10 e 11 giugno si vota per il ballottaggio.

Candidato Sindaco Voti %
STEFANO 66.282 76.27
FLORIDO 20.628 23.73

Elezioni comunali – 10 giugno 2007 (ballottaggio)- Fonte: Ministero dell’Interno

E’ un vero e proprio plebiscito per Ippazio Stefàno, mentre Gianni Florido prende meno voti rispetto al 1° turno.

“Dedicato ai miei genitori” è la sua prima dichiarazione; poi lancia segnali di distensione: “Dalla minoranza mi aspetto suggerimenti per il bene della città. I miei avversari … sono i problemi di Taranto”.

“Ezio, simbolo di una città che ha voglia di riscatto” è il commento di Cesare Salvi e Franco Giordano.

Lo sconfitto Gianni Florido dichiara “Non mi aspettavo questo risultato. Pensavo di essere in corsa e che nella peggiore delle ipotesi non avrei perso con un distacco così altissimo. Tutti ne eravamo convinti”; ed aggiunge “Penso di aver fatto una giusta battaglia; una battaglia che mi ha riportato tra la gente. Non sono pentito, sono contento. Ma ora occorre riflettere su quanto accaduto”.

Luciano Mineo lancia un appello “Lavorare per una ricomposizione senza inciuci né accordi di potere”.

Dello stesso avviso non sono la maggioranza dei partiti e delle liste che hanno appoggiato Ippazio Stefàno.

Ma la sconfitta bruciante fa esplodere, in casa DS, le contraddizioni: Dante Capriulo lascia, dichiarando, in una lettera inviata ai vertici del partito, che “la segreteria provinciale ha reso vana l’organizzazione dell’Unione comunale” e ripercorrendo le controverse dinamiche che avevano portato alla scelta di Florido.

Seguono le dimissioni da segretario provinciale di Enzo Giannico.

Anche nel centrodestra Pierfranco Bruni avanza delle critiche alla conduzione della campagna elettorale; “Bruni appartiene alla schiera degli “armiamoci e partite”” ribatte Pietro Lospinuso.

Il risultato del voto consegna alla città un Consiglio comunale così composto:

Gruppo “SDS”: Alfredo CERVELLERA, Vincenzo D’ONGHIA, Veneranda CARRINO, Vito Mario LARUCCIA, Francesco COSA, Pasquale DI NOI, Vincenzo TODARO

Gruppo “LISTA STEFANO”: Michele CONTINO, Cosimo FESTINANTE, Alfredo SPALLUTO, Antonietta MIGNOGNA, Filomena VITALE, Gionatan SCASCIAMACCHIA, Mario STANTE

Gruppo “UDEUR”: Michele PATANO, Paolo CIOCIA, Gina LUPO, Massimiliano STELLATO, Lucia VIAFORA

Gruppo “NUOVO PSI”: Massimiliano DI CUIA, Michele ZACCARO

Gruppo “RIFONDAZIONE COMUNISTA”: Francesco VOCCOLI

Gruppo “COMUNISTI ITALIANI”: Vito BASILE

Gruppo “VERDI” Gabriele PUGLIESE

Gruppo “AT6”: Mario CITO, Cosimo CIRACI, Gianpaolo VIETRI, Lucia SCIALPI

Gruppo “DS”: Dante CAPRIULO, Anna Rita LEMMA

Gruppo “MARGHERITA”: Lucio LONOCE, Vincenzo DI GREGORIO

Gruppo “LISTA FLORIDO”: Piero BITETTI, Gianni FABRIZIO, Vincenzo BAIO

Gruppo “ITALIA DEI VALORI”: Gianni FLORIDO

Gruppo “FORZA ITALIA”: Aldo CONDEMI, Giovanni UNGARO

Gruppo “AN”: Giuseppina CASTELLANETA

Gruppo “UDC”: Eugenio INTROCASO

Nel mentre Ippazio Stefàno viene proclamato sindaco, Tommaso Blonda si congeda dalla città, difendendo scelte e criteri di gestione: dalla dichiarazione di dissesto all’indizione di tutti gli appalti scaduti; “Esperienza forte. Per tre volte sono stato sul punto di dimettermi. Taranto è impossibile … ma bellissima” dichiara alla stampa.

Napolitano

Napolitano

In questa fase di grandi novità, il Presidente della Repubblica, Giorgio Napolitano, è a Taranto per la “Festa della Marina Militare”.

“La presenza di Napolitano è incoraggiamento alla città” commenta il Presidente della Giunta regionale, Nichi Vendola.

Ippazio Stefàno nomina quindi la sua prima Giunta di cui fanno parte il Vice Sindaco Gaetano CARROZZO (SDS) e gli assessori Francesco Paolo CALCANTE (VERDI), Veneranda CARRINO (SDS), Alfredo CERVELLERA (SDS), Paolo CIOCIA (UDEUR), Michele CONTINO (LISTA STEFANO), Rossella FISCHETTI (NUOVO PSI), Angela MIGNOGNA (LISTA STEFANO), Bruno PASTORE (UDEUR), Mario PENNUZZI (RIFONDAZIONE COMUNISTA), Lucio PIERRI (DESIGNATO DAL SINDACO), Giovanni POMPIGNA (COMUNISTI ITALIANI), Michele SPAGNA (DESIGNATO DAL SINDACO), Alfredo SPALLUTO (LISTA STEFANO).


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