Cooltura
Studenti all’attacco: Università, Taranto impreparata ad ospitarla. E intanto le tasse aumentano
“Riteniamo che le tasse universitarie così elevate, per il secondo anno accademico consecutivo, siano l’apice di una negligenza politica e sociale alla quale la realtà universitaria tarantina è stata condannata da chi avrebbe dovuto esserne garante nel passato. E soprattutto nel presente”
E’ questo uno dei passi salienti del documento giunto in redazione dai neoeletti rappresentanti degli studenti della sede tarantina dell’Università di Bari, in via Duomo. “Difficoltà giornaliere, incompatibilità gestionali, disillusione verso l’insegnamento. Insomma, le verità scomode che attanagliano la quotidianità di ogni studente. Volendoci fermare sul panorama tarantino, è evidente come tutto il sistema organizzativo del complesso universitario sia facilmente paragonabile ad un paziente lungodegente”. Insomma, università viva ma.. “L’aumento delle ultime tasse rappresenta l’ennesima fatica in questo percorso ad ostacoli” sostiene Francesco Michele Potì, rappresentante nel Consiglio di Dipartimento dell’Università degli Studi di Bari Aldo Moro nonché primo eletto nella lista del Consiglio di Interclasse dell’associazione Progetto Taranto Universitaria (PTU). “Il problema questa volta non è l’Università – spiega a La Ringhiera – E questo va detto, ribadito, evidenziato. Il problema questa volta è rappresentato dai signori del folp, solo e unicamente dalla incapacità delle istituzioni cittadine di gestire una realtà culturale capace di accogliere ed incentivare una Città Universitaria. Il problema a Taranto, che si dica una volta per tutte, non è rappresentato dall’Università, ma solo ed unicamente dal numero di studenti che vi scelgono di studiare. Purtroppo una città che non è in grado di accogliere un gran numero di studenti universitari deve necessariamente ritenersi una città, più in generale, non adatta affatto ai giovani. Noi crediamo che il prezzo che sono costretti a pagare oggi gli studenti tarantini sia l’ennesimo schiaffo a tutti coloro i quali hanno scelto di rimanere e lottare per la propria terra”.
Gli studenti tarantini auspicano “la creazione di una compagine universitaria più ampia, meno gravosa per le famiglie e soprattutto, sorretta e incoraggiata dalle istituzioni cittadine (e non) che dovrebbero proteggerla e curarla.” Anche Maristella Viccari, prima dei non eletti, nella lista del Consiglio di Interclasse esprime la sua posizione ritiene che “qualunque sia la difficoltà economica o sociale in cui una famiglia possa trovarsi, l’Università e la Cultura devono restare obiettivi primari, accessibili a tutti i ragazzi e sopratutto nostri unici strumenti per imporci nella vita e nel prossimo mondo del lavoro. L’aumento delle tasse, come in questo caso, riesce a rendere “lo studio” come un bene esclusivo e non per la maggioranza. E non vanno dimenticati i residenti in provincia, compongono la quasi maggioranza degli iscritti a Taranto: soffrono costantemente degli innumerevoli disagi, a cominciare dai servizi di trasporto mal collegati e soprattutto dagli orari incerti”