Pubblicato alle ore 10:48

Stop al degrado, i ragazzi ripuliscono la città vecchia di Taranto

Stop al degrado, i ragazzi ripuliscono la città vecchia di Taranto

Una città vecchia di nuovo viva e pulsante come nei racconti dei nostri nonni o dei nostri genitori. Una città vecchia che sveste i panni di quartiere degradato e difficile per indossare quelli di scrigno di umanità, custode di inestimabili tesori storici e artistici. Con questo spirito ieri mattina si è svolta una giornata dedicata alla pulizia dei luoghi più suggestivi dell’Isola, la “Giornata Laudato sì“.


Citta vecchia pulizia 2L’iniziativa è di don Emanuele Ferro, parroco di San Cataldo e costituisce un concreto impegno in occasione delle celebrazioni per San Cataldo, santo patrono di Taranto. Un impegno che trae ispirazione da una riflessione dell’arcivescovo Filippo Santoro sull’enciclica Laudato Sì: “consiglio, specialmente ai gruppi giovanili, ai ragazzi del catechismo, di prendere in adozione uno spazio verde cittadino, una fontana, un luogo, un monumento. Non pensiate sia lontano dalle nostre competenze mettere in programma la pulizia di una spiaggia o il mettersi a disposizione per una corretta informazione per la raccolta differenziata. Non potremo che ricavarne un bene per tutti”. 

Città vecchia pulizia 1E così ieri mattina, in piazza Duomo, nel cuore della città vecchia, si sono dati appuntamento sacerdoti, suore, catechisti, ragazzi dell’oratorio San Giuseppe, studenti e docenti dell’istituto comprensivo Galileo Galilei, ospiti ed educatori della Fondazione Rocco Spani, le associazioni Legambiente Taranto, Plasticaqquà e Smart. Tutti accomunati da un obiettivo: ripulire alcuni luoghi significativi della città vecchia. I volontari sono stati accolti da don Emanuele Ferro e prima di iniziare, l’attore Giovanni Guarino ha recitato un suggestivo racconto tratto dalla vita di San Francesco.

Armati di sacchi, guanti e rastrelli, il gruppo ha poi raggiunto la salita San Martino per poi proseguire verso lo slargo adiacente la chiesa dei Santi Medici e i resti archeologici della fornace. Allo smaltimento dei rifiuti raccolti ha provveduto l‘Amiu.



Entusiasta la partecipazione di Legambiente. “Al cuore antico di Taranto – dice una nota stampa dell’associazione – abbiamo dedicato e continueremo a dedicare la nostra attenzione, perché non vogliamo rassegnarci al suo sgretolarsi, all’angosciante attesa di riflettori che si accendono ad ogni crollo per poi tornare a spegnersi; crediamo anche che non vadano lasciati soli quei cittadini, quegli operatori economici, culturali e sociali protagonisti in questi ultimi anni di un tentativo di rinascita. Ben vengano dunque i nuovi finanziamenti del Contratto istituzionale di sviluppo, purché lascino una traccia duratura, contribuiscano alla messa in sicurezza del borgo antico e ad un suo effettivo recupero, ma siamo convinti che il riscatto dei luoghi avverrà solo se uno scatto d’orgoglio coinvolgerà l’Isola dal basso. Per questo l’iniziativa di don Emanuele che vedeva come protagonisti e nostri interlocutori privilegiati studenti, bambini e ragazzi, della Città Vecchia, ci è sembrata un’occasione da non perdere”.

Citta vecchia pulizia 3Legambiente chiede, però, “alle istituzioni, a partire dal Comune di Taranto di raccogliere questa sfida e i segnali positivi che vengono da tanti cittadini e da questi bambini in particolare. Di raccoglierla e rilanciarla fornendo un sostegno e un supporto che devono andare oltre il mero assistenzialismo o il patrocinio di eventi che, a volte, in altre circostanze, hanno il retrogusto amaro del colonialismo intellettuale. Del resto, le radici di ogni tarantino affondano in quell’isola rocciosa, nella sua storia stratificata. Taranto si salva con l’Isola o con essa affonda”.


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