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Soprintendenza chiusa? Perché a Taranto si può venire, prendere, e andare via

Pubblicato | da Redazione

di PIERO MASSAFRA

Sulla questione della Sovrintendenza negata credo si sia detto tutto, di tutto, o quasi. Forse bisognerebbe insistere un po’ di più sul fatto che, se anche la suddetta non producesse e avesse prodotto i suoi “prodotti”, se fosse appena il regno desertificato del poco, o solo anche il bivacco di miseri manipoli addestrati alle cose della classicità, in quanto luogo di scienza e di ricerca, Istituzione che ha favorito il transito e la presenza a Taranto di grandi nomi delle scienze storiche, dovrebbe ispirare timore reverenziale e rispetto nel consesso dei paesi civili, e dunque essere garantita di INTANGIBILITÀ. La chiusura (quasi manu militari) di un tale presidio non produce le orribili polveri di Palmira picconata, ma nell’animo “della città che possiede anima” qualcosa di altrettanto insopportabile, penetrante, resistente, forse anche più delle micropolveri della nostra “polveriera”. Qualora l’oltraggio dovesse consumarsi, i luoghi svuotati meriterebbero un’iscrizione “dedicatoria” riferita a quanti, predicando il riscatto italiano ed in particolare del Sud, grazie alla scienza, la ricerca e la cultura, operarono per liquidare un Istituto, con sede a Taranto-Tarentum-Taras (in Italia, nel Sud) che da più di cento anni operava, anche a livello internazionale, appunto nelle scienze, nella ricerca, nella cultura. Istituto che ha contribuito, insieme a pochissime altre realtà, a fare il “buono” di Taranto e a formare per emulazione generazioni di ricercatori e studiosi. È questo il vero problema, non certo i pochi chilometri che allontanano Taranto da Lecce. Mi permetto “in cauda” di offrire ai concittadini un’ulteriore riflessione sul metodo seguito nel… soffocamento. Qualora (tesi puramente iperbolica) la cosa avesse riguardato una città con altrettanta storia, ma con più pagine nei libri di scuola, che so Firenze, ma anche altra “neonata” (lì si tratta di secoli, qui di millenni: se si festeggiano i centenari, certo non dovrebbe essere “igienico” spegnere i millenari…), beh, pensate che il governo si sarebbe permesso di operare, omettendo di trattarne con i rappresentanti di quelle città, e i rappresentanti di quelle città avrebbero potuto omettere di sapere. Le due omissioni avrebbero certo terrorizzato i protagonisti così tanto “distratti”. La nostra “ospitalità”, invece, è tanta e tale che da noi chiunque può venire, vedere, prendere, e nessuno dei “controllori” viene informato, si informa e ci informa del traffico “turistico”. E questo dovrebbe interessare la città ben oltre il fattaccio della Sovrintendenza dismessa!