Sul Pezzo
“Siamo al tracollo”, i commercianti di Taranto pronti a sfidare il covid
I commercianti di Taranto sono pronti a sfidare il covid-19 e le regole di distanziamento sociale. “La rabbia è tale che non è escluso che si scenda in strada sfidando decreti e autorità. La tensione è ormai alle stelle. Si fa fatica a impedire scatti in avanti di chi non intende aspettare il nuovo decreto economia”.
E’ quanto scrive Confcommercio Taranto in un documento inviato alla stampa con la quale annuncia la prima di una serie di iniziative di protesta che potrebbero assumere anche toni clamorosi e inattesi.
“Una dopo l’altra sulle vetrine e le serrande chiuse delle vie del commercio, desolatamente vuote del capoluogo tarantino – scrive Confcommercio – campeggia una locandina rossa con una sola semplice scritta: Siamo al tracollo, ci avete tolto anche la speranza. E’ il grido di dolore dei commercianti, alcuni dei quali non sanno se riusciranno a far fronte agli impegni previsti a partire da giugno, con la ripresa delle attività. Timori, preoccupazioni, dubbi che si rincorrono di bocca in bocca;
storie comuni tra i titolari dei negozi di vicinato della provincia tarantina”.
Il 18 maggio dovrebbero ripartire buona parte delle attività del commercio, “ma non è detto che la riapertura sia possibile per tutti se
nel frattempo – sottolineano i presidenti delle Delegazioni territoriali di Confcommercio – non arriveranno risposte concrete e tangibili dagli Enti territoriali e dal Governo. La carenza di liquidità è il problema comune, e ad oggi i percorsi avviati con le banche non hanno dato risposte adeguate alle richieste delle imprese. Burocrazia, inutili passaggi di carte rallentano la concessione del prestito garantito, tra l’altro la soglia dei 25 mila euro è davvero irrisoria”.
I commercianti denunciano anche l’esiguità del “bonus non ancora riscosso dalla maggior parte dei beneficati o delle misure di sostegno al lavoro che le banche non sono disponibili ad anticipare per cui i dipendenti non percepiscono a tutt’oggi il reddito. Quanto poi alla tassazione locale, che la maggior parte dei Comuni ha fatto slittare di
qualche mese , è impossibile che a luglio, quando dovrebbero arrivare le prime cartelle esattoriali, i commercianti siano nelle condizioni di farvi fronte. La Regione non diversamente, sembra persino trovare difficoltà nel far partire aiuti di minima entità come la misura sul Microcredito per le piccole imprese. Sul fronte Governo poi promesse, rassicurazioni, annunci, ma nulla di concreto ad oggi”.
“I commercianti, stremati da 50 e passa giorni di fermo – prosegue Confcommercio – hanno persino superato la soglia della paura:
il Covid-19 non desta maggiore timore della prospettiva di dover licenziare i dipendenti, di non poter onorare gli impegni, di dover dichiarare fallimento. Per ora si parte con una locandina rossa, ma la rabbia è tale che non è escluso che si scenda in strada sfidando decreti e autorità. La tensione è ormai alle stelle. Si fa fatica a impedire scatti in avanti di chi non intende aspettare il nuovo decreto economia”.