Copertina, Sport
Si chiama diritto alla felicità. Tutto il resto per oggi non c’è…
E’ solo diritto alla felicità. Negli Stati Uniti è addirittura previsto dalla Costituzione. A Taranto ci si diverte con poco, lo sappiamo. Quando si è abituati al niente, può accadere che il poco sembri tanto… ma così tanto da fare impazzire di gioia. Perché è un fatto di pelle che nel calcio prende il nome di maglia.
Ecco, è proprio quello che sta accadendo alla città mentre scriviamo. La pelle e la maglia hanno due colori. Identità, cosa normale in una comunità che vive i problemi, le ansie e le gioie collettive. Accade ovunque. E non vediamo ragioni perchè a Taranto non possa e non debba accadere.
Migliaia di persone, tra carrozzini e fumogeni, due pezzi, jeans strazzati, bermuda, tshirt, biciclette, infradito, moto, telefonini e tuffi nella fontana del centro, si sono riversate in strada sfidando la calura e il destino. E fanno festa per un ripescaggio che apre ad un mondo diverso: sportivo… economico… sociale… collettivo!
Noi a Taranto facciamo così. La terza serie del calcio professionistico può anche bastare, per adesso, ad una comunità che vuole sorridere. E infatti oggi sorride! Si prepara a vivere una stagione calcistica bella e difficile ma quantomeno aderente alle aspettative della gente che urla di gioia.
Tutto qua, si tratta solo di diritto alla felicità. Una parentesi popolare di godimento assoluto. Snob, benaltristi e untori del peggio si mettano ai lati. Citt da for, viene quasi da dire. Taranto se la giocherà con città e compagini di tutto rispetto. Finalmente.
E i tarantini, magari, una manciata di sorrisi (ebbene sì, anche per un pallone che rotola) se la sono guadagnata sul campo. Che non è un rettangolo verde, piuttosto somiglia ad un tappeto intriso di polvere. Ma qui, oggi pomeriggio, sotto questa cappa di caldo, sorriso batte veleno 2-0, in perfetta media inglese.
LA DECISIONE UFFICIALE
Dentro il corteo rossoblu
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Visto dai balconi di via Berardi. L’inizio del corteo che poi si è snodato lungo le strade del Borgo, tra piazza Ebalia e ponte girevole
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