Salute
Servizio sospeso a Taranto, tetraplegica costretta a curarsi a Bari
Una donna tetraplegica di Taranto non può curarsi nel capoluogo ionico ed è costretta a recarsi a Bari per ricevere la necessaria assistenza sanitaria. A denunciare il caso è il segretario generale dello Spi Cgil (Sindacato pensionati italiani) di Taranto, Giovanni Angelini che ha inviato una lettera aperta agli organi di informazione.
Lo Spi Cgil ha ricevuto la segnalazione nello scorso mese di giugno ad opera del signor Franco, papà di Valentina (la lettera contiene le generalità degli interessati, ma per privacy useremo solo i nomi di battesimo, ndr). “Il cittadino – si legge nella lettera aperta – è costretto da qualche mese ad accompagnare la figlia tetraplegica Valentina in una struttura sanitaria di Bari per sottoporla a infusione botulinica con scadenza trimestrale. La dottoressa che aveva in cura la figlia presso l’Ospedale di Taranto è stata infatti trasferita a Bari, dietro sua richiesta”.
Lo Spi Cgil scrive di aver “inviato due segnalazioni al Distretto Sanitario di Taranto, con la richiesta di ripristinare il servizio sul territorio e di andare incontro alle necessità espresse dal signor Franco. La Asl ci aveva assicurato che a breve ci sarebbe stato il supporto di un altro medico che avrebbe garantito l’assistenza dovuta a tale tipologia di pazienti. Di fatto, ancora oggi, nulla è cambiato. Il cittadino interessato sostiene, infatti, di aver ricevuto una telefonata dalla dottoressa dell’Ospedale di Bari che lo informava della necessità di anticipare dal 23 al 20 settembre la prossima infusione botulinica, per cui la paziente sarà costretta a recarsi nuovamente a Bari per proseguire la sua terapia, con tutti i rischi connessi a un trasporto effettuato in forma privata”.
“Come Spi Cgil – conclude Angelini – rimarchiamo la gravità di quanto accaduto e soprattutto la completa assenza del Distretto Sanitario di Taranto nel rispondere a questa legittima istanza e nel garantire una maggiore efficienza del servizio. Auspichiamo quindi che l’Asl possa fornirci in tempi brevi i dovuti chiarimenti sul caso, provvedendo al ripristino immediato della citata prestazione sanitaria. E’ un atto dovuto non solo nei confronti degli interessati, ma di tutti i pazienti che possono trovarsi nelle medesime condizioni di Valentina”.