Pubblicato alle ore 18:34

Rock e ricordi, quando i CCCP suonarono a Mosca

Ho passato la mia adolescenza ascoltando CCCP e CSI, credendo che i componenti di questi gruppi fossero dei poeti maledetti distaccati dal mondo. Poi a distanza di troppi anni ti capita di andare a sentire Massimo Zamboni e ti accorgi che non c’è distacco tra lui e te e che può solo raccontarti in musica e parole il mondo attuale e il mondo passato.


Ieri il chitarrista e principale compositore dei CCCP e poi dei CSI, si è esibito al Circo della Farfalla di Francavilla Fontana (Br), raccontando veri è propri momenti storici, come i suoi trascorsi a Berlino e il suo stupore a trovarsi davanti al Muro e vederlo così piccolo, alto solo un paio di metri, ma che riusciva a dividere il mondo e a sopportare la pressione di tutta l’Europa.



Ci ha raccontato di essere stato testimone nei suoi numerosi viaggi nella ex Jugoslavia della diffusione dell’odio che poi portò alla guerra nel 1991, e di come il momento storico italiano attuale ricordi quello slavo di allora, ma anche di un mitico concerto fatto con i CCCP a Mosca davanti alla Armata Russa e a migliaia di persone. E poi ci sono le canzoni quella della “Risurrezione” come le definisce lui, cioè dopo la fine dei gruppi e della sua rinascita e quelle storiche dei CCCP e dei CSI che hanno segnato e scritto il Rock/Punk italiano ed europeo.


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